ALP

Dir. Resp.: Linda Cottino

mensile

ISSN: 771722-782000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,50 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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ALP
mensile
numero di
maggio 2007

Focus boulder

SOMMARIO


EXPLOIT L'avventura alza la voce
CRONACHE DELLA LIBERA Talenti d'equinozio
SUCCEDE NEL MONDO Ilritorno della Savoia?
CULTUREMEDIA Tempo di lupi
FOCUS BOULDER
II giardino perfetto
Boulderzone Sette sassisti allo specchio
ALBARRACIN, SPAGNA Christian, Stella, Antoine e Pierre
STREET BOULDER Massi di strada
PROTAGONISTI Con Mauro Calibani, in viaggio verso un sasso
IDENTIKIT DI UNA GARA Confessione di un competitor
INTERVISTE Moroni, Vandeputte, Lamprecht, Giupponi
LUOGHI
La mappa del sasso
Val di Mello e Melloblocco
Cresciano
PATAGONIA Tre Wild Roses sullo Hielo
L'INTERVISTA Alexander Huber
ARRAMPICATA Calabria Rock
TECNICA&TECNICHE Lo spotter, ovvero l'angelo custode
TRAINING Allenamento ...ma come si fa a migliorare?
Trento Filmfestival
LUOGHI NON TANTO COMUNI Devero - Binn

 

la copertina
Albarracin, Stella Marchisio
SETTANTASETTE, ZEROSETTE
Gli anniversari piacciono. Aiutano forse ad attualizzare il passato, a porcelo accanto, a renderlo più comprensibile. E vanno di moda. Che il 1977 sia stato un anno speciale, i media e l'editoria in genere sono impegnati in questo periodo a ricordarcelo con interviste, servizi, analisi sociologiche e politiche. Molti dei nostri lettori è possibile che, con il 77, identifichino soprattutto la loro data di nascita. Tant'è. Ci è presa la curiosità di andare a vedere se e che cosa, di quello che nella vita quotidiana degli italiani fu un anno segnato dalla divaricazione, spesso cruenta, tra la politica "dei padri" e i movimenti giovanili, talora tangenti derive terroristiche, risuonava nell'universo appartato della montagna e dell'alpinismo. Gli effetti dell'onda lunga del Nuovo Mattino, sorto e compiuto nella prima metà del decennio, erano ancora molto lontani dalla separazione dell'arrampicata sportiva dall'alpinismo della tradizione. Dunque che accadeva?

Mentre nel 1977 Alp ancora veleggiava sulle cime in attesa
di concepimento, nel panorama nazionale dell'editoria periodica (privata) dal 1970 faceva cultura la Rivista della Montagna. Nel suo numero estivo (all'epoca era trimestrale), pubblicava in esclusiva per l'Italia il racconto di una stratosferica salita, quella della parete ovest del Changabang per opera di Joe Tasker e Pete Boardman. È un impressione forte sfogliarne i vecchi numeri, rilegati, in bianco-nero e con quel formato quadrotta così particolare. «È inutile dire che si sta varcando un limite, perché un limite non esiste di certo. Resta il fatto che da ogni parte del mondo, siano i capelloni californiani che in cordata di due vincono il fantastico Cerro Egger, siano i freddi e analitici Messner e Habeler che passano solitari come ombre sulle pareti dell'Hidden Peak, siano Tasker e Boardman che danno a parole come tenacia, resistenza e volontà un nuovo e più ampio significato, si scorge un desiderio - forse un po' disperato - di ritrovare qualcosa di veramente e tipicamente umano che abbiamo perduto», scriveva Gian Piero Motti nell'introduzione all'articolo. In quello stesso numero Andrea Gobetti presentava alcune salite in Calanques e Verdon: «l'arrampicata fine a se stessa, per una nuova concezione dell'alpinismo».

Trent'anni dopo. Sfogliamo le prime trenta pagine degli articoli dell'ormai concreto e tangibile Alp, sceso dalle cime, giù giù fino ai massi, magari anche di strada e di città. È il Focus che in questo numero dedichiamo al boulder, disciplina peraltro non figlia esclusiva della contemporaneità, ma oggi
interpretata come specialità compiuta in se stessa. «Sento la perfezione
di una condizione irripetibile, l'armonia del corpo e l'equilibrio della mente»,
si legge tra le storie che raccontano del significato di dedicarsi a linee e passaggi sui sassi. Con un gran balzo, ci si sposta dalla resistenza umana portata all'estremo - quasi che «per cercare la vita sia necessario porre la stessa in discussione spingendosi oltre i limiti della morte», diceva Motti dell'impresa di Boardman e Tasker -, al gioco zen da vivere nel giardino dei massi, "arte marziale" attraverso cui cercare consapevolezza di sé e trovare una condizione
di pienezza vitale. Con i suoi riti. In sostanziale spensieratezza.
La ricchezza dell'oggi è che il senso del verticale, sia esso portato in alta quota o vissuto a pochi metri da terra, queste due visioni può contemplarle insieme. In una dialettica trent'anni fa tutt'altro che scontata.

Linda Cottino

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Filippo Zolezzi