Lo Scarpone

Notiziario mensile CAI

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Lo Scarpone
Notiziario mensile CAI
mensile
numero di
luglio 2007

L'Europa delle guide

SOMMARIO


Guida alpina, quali prospettive per la professione
Il re degli Ottomila alla “corte” di John Ball
Gli amici della montagna e il Club alpino
Alpinismo senza frontiere, premiati i fortissimi
Dibattito: l’alpinismo può essere uno sport?
Montagnalibri, l’editoria specializzata fa boom
Rocca Sbarüa, rinasce un paradiso dell’arrampicata
Messner celebra i 150 anni della scalata del Pelmo
Il Parlamento e la montagna, “un bene di tutti”
I campioni dell’alpinismo sulle pareti del mondo
Sport olimpici e alpinismo, totale incompatibilità?
Mellano, noi ragazzi della Rocca Sbarüa
Montagnalibri, 21° edizione: quei best seller legati alla natura

 

la copertina
Erminio Sertorelli presidente dell'Associazione Guide Alpine Italiane
Lo Scarpone incontra il presidente delle guide alpine
Quali scenari per le guide alpine? Dopo avere festeggiato i 50 anni dell’Unione europea facendo sventolare su altrettante vette l’azzurro vessillo della Comunità, i 1.400 professionisti che in Italia si occupano di accompagnamento in montagna puntano su un rilancio della loro attività. Le prospettive delineate da Erminio Sertortelli, da sette mesi alla guida del Collegio nazionale e della sezione speciale AGAI del Club alpino, sono più che discrete. “E i problemi di visibilità stanno per essere superati se è vero che perfino in Parlamento qualcuno comincia a ricordarsi delle guide alpine”, sostiene in un’intervista rilasciata allo Scarpone la guida alpina di Bormio, 49 anni, terza generazione di una famiglia di guide e maestri di sci. “Il settore in questo momento è in grosso fermento. I dati a mia disposizione parlano di un trend positivo soprattutto nella fascia intermedia del turismo alpino. Con quali ricadute per noi guide? Semplice: mentre per l’alpinista di punta non si pone il problema dell’accompagnamento da parte della guida alpina, appare in crescita una tipologia di persone disposte a impegnarsi con giudizio in quello che potremmo definire un alpinismo soft, alla portata di tutti”. Quali criteri vengono seguiti nella preparazione delle guide alpine? “Diamo la prevalenza al modo di frequentare la montagna più che all’aspetto tecnico”, spiega ancora Sertorelli. “Se ai piedi hai un paio di sci, i ramponi o le pedule poco cambia: i principi basilari sono identici. E poi, lo riconosco. Nella nostra formazione abbiamo avuto qualche volta la tentazione di correre dietro alle mode, ma siamo riusciti a salvaguardare il principio che la nostra funzione è principalmente l’educazione. E’ la strada più lunga, ma quella che garantisce maggiori frutti. Lo ribadisco. Siamo fondamentalmente educatori, magari più con i fatti che con le parole”.

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Filippo Zolezzi