Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
luglio 2007

Marmolada

SOMMARIO


Galleria I profili della Marmolada
Reportage Lentius, profundius, suavius
Reportage Patto di ghiaccio
Echi con variazioni sul tema
Scienza Cristalli da collezione
Alpinismo Lo spinosissimo Pesce
Escursionismo Su sentieri e ferrate
Scialpinismo II silenzio e il suo rovescio
Cucina L'alta via lattea
Lo scaffale di Montagne
Guida
Cinema
Libri

 

la copertina
La cartina
C’è stato un tempo, non molto remoto, in cui la montagna rappresentava un luogo idealizzato dove il visitatore cercava più di ogni altra cosa di esaltare la sproporzione tra la vastità dell'ambiente e la propria piccolezza di essere umano, con i brividi di paura e il rispetto che ne conseguivano. Era una visione dal sapore romantico, di origine tardo settecentesca, che tuttora nonostante i secoli passati continua a essere diffusa. A essa, però, si è affiancata una nuova e ben diversa chiave di lettura. Con l'avvento del turismo di massa, è stata posta in atto una drastica trasformazione nell'im¬maginario delle alte quote, e la montagna è andata via via addomesticandosi anche con strade, skilift, funivie, piste di sci estivo e piazzole per l'eliski. Tutto a misura di turista. Così quella prodigiosa sproporzione tanto cara ai romantici ha perso la sua forza originaria. Due visioni evidentemente inconciliabili di cui la Marmolada è divenuta il simbolo più significativo in tutte le Alpi. La convivenza difficile tra orientamenti opposti è arrivata forse al suo apogeo dieci anni fa, quando durante una dissacrante partita di golf sui ghiacci di Punta di Rocca, gli alpinisti esausti dopo ore di fatica lungo gli abissi della parete sud spuntavano in cima tra i fischi delle palline. E ora, quale punto di vista prevarrà? Si diffonderà una coscienza per l'ambiente di lungo periodo, o prevarranno logiche di sfruttamento intensivo in chiave turistica? Nonostante le incompatibilità ormai evidenti, oggi esistono progetti di riqualificazione ambientale largamente condivisi. E come emerge dall'inchiesta lo studio di alcuni ricercatori del Museo Tridentino di scienze naturali e della facoltà di Economia di Trento (che riprende i contenuti del "Patto per la Marmolada" proposto dall'associazione Mountain Wilderness già nel 1998) prova a dare una risposta. Ne diamo conto in queste pagine, nella speranza che un giorno i risultati dello studio possano venire effettivamente applicati.
Promemoria.

Per chi volesse approfondire i brividi romantici di cui sopra, si trova a richiesta allegato a questo numero di Montargne il volume inedito Lontano dai piccoli uomini, con i racconti degli alpinisti sulla grande Sud della Marmolada in un tempo in cui nessuno poteva ancora immaginare che il golf, da lontano, si sarebbe tanto avvicinato. Marco Albino Ferrari

Aggiungiamo a commento che se ci fosse l'Imperdibile anche per le riviste, questo numero di Meridiani Montagne sicuramente se lo vedrebbe assegnato: sia per l'interesse del soggetto, ma possiamo dire che questa qualità è presente in tutti i numeri della rivista, sia, soprattutto, per il libro allegato. Questa volta non si tratta di un grande classico della montagna riproposto, ma un antologia di classici, un libretto che ci ha entusiasmati. La Marmolada e la filosofia dell'andare in montagna viene proposta da una serie di eccezionali autori: Prati, Soldà, Castiglioni, Bertoldi, Evola, Rudatis, Gervasutti, Casara, Comici; molto interessante è la possibilità di poter fare un raffronto fra i vari stili e fra i diversi metodi di approccio alla montagna. I nostri complimenti più sinceri a Marco Albino Ferrari, Direttore di Meridiani Montagne!

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Filippo Zolezzi