Rivista della Montagna

sentieri & Avventura

Dir. Resp.: Roberto Mantovani

bimestrale

ISSN: 770393-421003

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,50 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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Rivista della Montagna
sentieri & Avventura
bimestrale
numero di
agosto 2007

Un mondo di rifugi

SOMMARIO


Sentieri&rifugi
Nuvolaria
L’Argomento: Internet veloce nelle terre alte di MAURIZIO DEMATTEIS
Marino Curnis, mezzo mondo a piedi di ROBERTO MANTOVANI
Italia centrale, volontari al lavoro di STEFANO ARDITO.
Sibillini, Gran Sasso, Velino e Parco d’Abruzzo: i rifugi cambiano volto.
Il girodel Marguareis di ANDREA PARODI Un inedito percorso ad anello nelle Alpi Liguri, servito da rifugi di moderna concezione.
5
Declinati al femminile di GIAN LUCA BOETTI Un anello escursionistico tra cinque rifugi del Parc de la Vanoise gestiti da donne.
Rifugi e bivacchi tra creste e laghi di FRANCO MICHIELI Tra Valtournenche e Valpelline, un trekking intorno al gruppo di Tsan
Un rifugio per i campesinos di FRANCO MICHIELI Operazione Mato Grosso: ricostruire e gestire rifugi sulle Alpi, per aiutare i montanari dell’America Latina.
Il trekking delle leggende di ALBERTO CAMPANILE Da Cavalese a Canazei in otto tappe, attraverso il Lagorai e le Pale di San Martino.
Malghe e rifugi intorno alle Odle di STEFANO ARDITO Un trek al cospetto delle montagne di Reinhold Messner.
Trovarobe: Chicche e novità dal mondo del trekking. di GIORGIO DAIDOLA, BRUNO e LEONARDO BIZZARO
Orizzonti di carta
Luci&Suoni

 

Editoriale. Un’estate in cammino. Un’intera estate in cammino. Con più di una ragione, visto che tra gite sin- gole e proposte di trekking questo fascicolo copre ben 50 giornate di escursionismo su Alpi e Appennini. Ci teniamo a ribadirlo, considerando ciò che è successo nell’editoriale di giugno dove, al posto di “Scrambling all’italiana”, è misteriosamente ricomparso il titolo dell’editoriale del n. 288. Ma si sa che la strada tra il desk della redazione e la tipografia è lastricata di insidie. In questo numero, dunque, ci sono meno pagine da leggere, ma itinerari per ben 50 giornate di cammino. E, conseguentemente, molti pernottamenti in rifugio. Il tema del numero ruota proprio intorno al mondo dei rifugi. Un mondo che negli ultimi anni, sta vivendo una nuova stagione. Non ci riferiamo solo a una diversa gestione delle strutture, sempre più attenta a soddisfare le esigenze degli utenti in fatto di comodità, buona cucina, proposte culturali e possibilità di comunicare col mon- do esterno (l’ultima novità è l’introduzione di Internet veloce anche nei luoghi più isolati). Anzi, su questi aspetti vorremmo essere chiari: un po’ di comfort in più, rispetto ai rifugi spartani dei pionieri, oggi non guasta, ma ci dispiacerebbe se dietro l’alibi di un’offerta al passo con i tempi si nascondesse la tentazione di trasformare i rifugi in alberghi. La nostra attenzione ha riferimenti più ampi, e si rivolge ad esempio anche al modo con cui i rifugi sono stati costruiti o vengono ristrutturati. Alla loro ubicazione e al- l’inserimento nel contesto ambientale. Alle tecniche con cui essi vengono riscaldati e alla maniera con cui vengono erogati i servizi alla clientela. Ai sistemi di approvvigionamento dei viveri e allo smaltimento dei rifiuti. Alcuni dei rifugi di cui si par- la nelle pagine che seguono hanno ottenuto il prestigioso Ecolabel, il marchio europeo di qualità ecologica destinato esclusivamente ai migliori servizi in rapporto al- l’ambiente. Che vuol dire: igiene, risparmio energetico e delle risorse idriche – caratteristiche che si ottengono impiegando soluzioni adeguate e con l’applicazione di nuove tecnologie – sistemi di riscaldamento che fanno ricorso al solare, indici di inquinamento bassissimi, raccolta differenziata di tutti i tipi di rifiuti, e cucina arricchita con i cibi della produzione locale: da tempo si sostiene che i rifugi devono tra- sformarsi in presidi della gastronomia valligiana. Non bisogna però confondere, come talvolta capita, l’attenzione nei confronti del- l’ambiente con il lusso. L’esigenza di disporre di strutture efficienti e poco inquinanti non significa affatto trasformare i rifugi in centri d’accoglienza di tipo alberghiero. Lusso e comodità esulano dai nostri interessi e da quelli della stragrande maggioranza dei nostri lettori, e possono rimanere a fondovalle. Anziché trasformarsi in luoghi di soggiorno, i rifugi devono continuare ad assolvere al meglio la funzione per cui sono nati: ricovero per chi frequenta la montagna a piedi e base per escursioni e salite alpinistiche.
Roberto Mantovani, Furio Chiaretta

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Filippo Zolezzi