ALP

Dir. Resp.: Linda Cottino

mensile

ISSN: 771722-782000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,50 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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ALP
mensile
numero di
settembre 2007

Focus: fessure

SOMMARIO


Message in a bottle: Una splendida giornata
Exploit: Denali, un sogno senza età
Cronache della Libera: Arrampicando dentro
Succede nel mondo: All’attacco delle comunità montane
CulturEmedia: Parole “alte” in alta quota
Il personaggio: Reinhold Messner
Focus fessure Di larghezza si patisce
Intervista a François Pallandre
Valle dell’Orco. Miti
Masino & Mello Cracks
Val d’Ossola e Ticino. Istantanee
Boulder Film Rubare metri al ci
Gaeta Helzapoppin’, romanzo verticale
Tibet Reportage. Da Pechino al campo base dell’Everest
Alpinisti tibetani
Materiali Crak!
Tecnica&Tecniche: Camini, diedri, fessure
doctor Alp: La mano del climber
Luoghi non tanto comuni: La Normale delle Jorasses

 

Di fessure e altri demoni

E se la notizia più eclatante dell’estate fosse proprio quella dell’autostrada cinese per l’Everest, che i quotidiani hanno diffuso a inizio stagione (corredandola peraltro di fotografie della montagna vista da sud), senza approfondimenti e verifiche?
O invece la salita dei tre italiani sul GII? O ancora il successo di Silvio Mondinelli che ha completato - secondo italiano, senza ossigeno supplementare - la collezione delle quattordici cime più alte della terra? Siamo contenti e orgogliosi di avervi raccontato nel numero scorso, uscito in perfetta concomitanza con la salita di “Gnaro” sul Broad Peak, della carriera e dei sogni futuri del forte alpinista di Alagna Valsesia; ma nel contempo ci sentiamo come privi di emozione, freddi osservatori, a nostra volta lettori assuefatti di notizie che via internet arrivano, in particolare proprio dai giganti himalayani, aggiornandoci ossessivamente sugli andamenti delle spedizioni.
Sin nei minimi dettagli. A suo modo anche l’alpinismo ha il suo reality. Perché stupirsi dunque se i cinesi sognano di portare la fiaccola olimpica sulla cima più alta; e il campo base dell’Everest e i suoi dintorni a nord iniziano ad assomigliare ai più domestici luoghi del turismo alpino? Che so, a un’esotica Chamonix d’alta quota, per esempio.
Allora è forse più interessante indagare che succede in questi luoghi dove sta transitando la storia degli uomini. Dove un Tibet sempre meno tibetano si sta contorcendo sotto i colpi dell’accelerazione forsennata impressa dai cinesi, e cerca un compromesso tra modernità e arcaismo.
In questo numero, accanto all’eccezionale reportage fotografico di Marco Scolaris, che a Pechino ha preso il treno “più alto del mondo” ed è sbarcato a Lhasa, per poi raggiungere in auto le pendici dell’Everest, proviamo a raccontarvi di questi cambiamenti dall’osservatorio privilegiato dell’antropologa Maria Luisa Nodari, che a Lhasa studia e vive parte dell’anno, con un’incursione di Roberto Mantovani nella storia dell’alpinismo “dei” tibetani.
Parole “alte” in alta quota: Pardini, Mascheroni, Zolezzi

Tra le proposte del numero, un gustosissimo anniversario con la via Helzapoppin di Gaeta, raccontata con humor british-capitolino da Gianni Battimelli e corredata da una documentazione fotografica altrettanto avvincente di Fabrizio Antonioli.

Per finire, anzi, per iniziare, visto che il numero si apre proprio così, il Focus - curato da Fabio Palma - sulle fessure. Molto più che semplici fenditure nella roccia, “fondamentale” su cui l’arte del salire ha affinato la sua tecnica. Alcuni protagonisti, luoghi simbolo e proposte per vivere oggi questo modo di risalire le pareti. Con le immagini che Riky Felderer è andato in giro a catturare.

E poiché abbiamo iniziato questa presentazione del numero che state per leggere con le cime più alte del pianeta, è con esse e con colui che definitivamente le “globalizzò” lanciandole nel regno dei media moderni, che ci piace concludere. È Reinhold Messner, infatti, il protagonista del personaggio di Vinicio Stefanello. Dopo Cassin e Bonatti, il terzo elemento dell’anello magico dell’alpinismo.

Ultimissimo, un ringraziamento. A tutti coloro che hanno giocato al Vertical Game di Alp e hanno scelto con noi le prossime Grandi Montagne. Saranno proprio il Civetta e i Quattromila - i due titoli vincitori - a continuare la collezione nel 2008.

Linda Cottino

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Filippo Zolezzi