Meridiani

Dir. Resp.: Federico Bini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
ottobre 2007

Baviera Monaco

SOMMARIO


Vanto bavarese
Oblò La Baviera dal cielo
Papa Benedetto XVI Ritorno a casa
Metropoli Monaco, che passione!
Museo ebraico Yiddish memories
Personaggi Le visioni di Richard La paglia secondo Astrid
Oktoberfest A tutta birra
Città a confronto Sfida a Berlino
Est/Ovest Come eravamo
Nördlingen C’è un paese piccolo così
Laghi Mar di Baviera
Sci Il senso di Garmisch per la neve
Mostri 1 Casa Frankenstein
Mostri 2 Castello Ululì
Tradizioni Strade fragili
Ultrasuoni Campanilismi sonori
Arte L’oro degli Asam
Portfolio La carica dei 300 mila
Racconto Sì, viaggiare… di Guillaume Prébois
Guida
Percorsi:
1. La potente Augusta e i suoi celebri figli
2. Ratisbona ai tempi della Dieta
3. Storie (grandi e piccole)di Norimberga

 

Molti aspetti distinguono la Baviera dal resto della Germania (e i bavaresi dagli altri tedeschi), ma uno in particolare balzerà agli occhi scorrendo questo numero di Meridiani, prima ancora di soffermarsi sui singoli servizi. In una nazione sostanzialmente “diritta” (anche in senso metaforico) la Baviera è terra “rotonda”. È qualcosa che va al di là dei paesaggi o dei caratteri, della storia o delle tradizioni: è semplicemente questione di linee. Basta guardare le nuove architetture di Monaco, oppure ammirare le volute barocche delle chiese o degli arredi o magari, più prosaicamente, soffermarsi sulle curve di una kellerina alla Oktoberfest per accorgersi che è tutta una curva.
Rotondetto è perfino,nell’immaginario della gente, il bavarese-tipo: un luogo comune, disdicevole come tutti i luoghi comuni, ma che racconta di gente
allegra, simpatica, ben intenzionata a godersi la vita.
Il rischio però, a questo punto, è di venire storditi da tante curve e di considerare il tutto una grande bomboniera, ricca fuori e vuota dentro.
Niente di più falso: la Baviera è terra di valori profondi maturati nei secoli grazie a quella sua posizione invidiabile di cuore dell’Europa, di crocevia di culture, un po’ germanica e un po’ mediterranea, cattolica in un universo protestante, romantica nella culla della razionalità. Valori sedimentati su un passato che ha avuto anche pagine nere, superate dalla storia e dalla volontà di cambiare.
Orgogliosa e tenace, la Baviera ha sempre fatto i conti con se stessa,
ma non ha mai perso la sua identità: diritta dentro, rotonda fuori.
È questo il bello.

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Filippo Zolezzi