Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,60 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
marzo 2008

Alpi Apuane



Galleria I profili delle Apuane
Matteo Serafin Reportage Io sono ovunque
Marco Albino Ferrari Parco Sulle strade del Linchetto
a cura della redazione Echi con variazioni sul tema
Luigi Bignami Scienza Buio profondo
Carlos Solito Esplorazioni abissali
Michele Cantarelli Escursionismo Sull’Alta Via
Mirto de Matteis Ippotrekking Passo dopo passo...
Matteo Serafin Alpinismo La dura roccia
Guido Barbieri Ferrate Il piolo fisso
Marileno Dianda Inverno Solitudini
Cristina Zerbi Cucina
Colti in castagna

 

Primavera al rifugio Aronte
I monti della luna, i Lunæ montes, come li chiamava il geografo greco Strabone, sono conosciuti oggi nel mondo come Alpi Apuane, anche se il termine “Alpi”, è bene ricordarlo, ha origine turistica, e certo non geografica. Nasce nei resoconti scritti dei Grand Tour alpinistici di Douglas Freshfield e dei suoi consoci dell’Alpine Club inglese di metà Ottocento. Per loro “Alpi” è un termine onnicomprensivo nel quale rientra ogni montagna spigolosa da scalare. Dunque anche le Apuane.

Il viaggio di Montagne in queste “Alpi” esterne alla catena alpina ha due facce: penetra il mondo arcaico e incontaminato del 95% della regione apuana, e si sofferma in quel 5% dove sono presenti 170 cave di marmo. L’estrazione della famosa pietra bianca ha nei secoli sfigurato queste montagne, e continua a farlo perché per molti abitanti di Carrara “marmo = pane” (vedi pag. 29). Ma c’è chi si ribella. Come il Cai locale che così sfoga il suo dissenso: «Ci dicono che i piani di escavazione sono in regola, ma il Sagro viene sgretolato inesorabilmente. E per cosa? Per fare sassi? Per avere il record mondiale di passaggi di mezzi pesanti nelle strade? O per l’altro record, quello di consumo d’acqua confezionata, quando le Apuane sono uno dei serbatoi naturali d’acqua più ricchi del pianeta?». Sì, spiace anche sapere di questo record in luoghi dove l’acqua che zampilla naturale è forse più buona di quella in arrivo da centinaia di chilometri. È opportuno ricordare che l’acqua minerale risulta tra i “beni di consumo” più inquinanti sul mercato, proprio per via del suo trasporto e della plastica che la contiene. Crea ingorghi sulle strade e volume inutile nelle discariche. Il rispetto della montagna passa anche nel saper scegliere cosa bere, e non cadere vittima di pubblicità ingannevoli.


la copertina
Con Meridiani Montagne Alpi Apuane "Farfalle e ghiacciai", l'inedita antologia di Fosco Maraini.

Si intitola "Farfalle e ghiacciai" il nono volume della collana Montagne Narratori, in edicola a richiesta con Meridiani Montagne di marzo dedicata alle Alpi Apuane al prezzo totale di 10 Euro. L'inedita antologia di 180 pagine raccoglie gli scritti di Fosco Maraini, pubblicati in oltre 60 anni di collaborazioni sulla stampa. E' il Maraini pubblicista, l'uomo naturalmente incline all'avventura, che racconta un mondo irreplicabile, circondato "da un magico e quasi fatale alone di inaccessibilità", nei tanti anni di avventure vissute dalle cime degli Appennini al Giappone.

I brani raccolti sono una selezione del vasto patrimonio di Maraini, scelti e suddivisi per sezioni tematiche - Oriente, Occidente, Estremo Oriente - a cui corrispondono altrettanti capitoli della vita dell'autore. Come antropologo-esploratore-alpinista, come indagatore delle diversità, come analista dell’altrove, Fosco Maraini pone al centro di tutta la sua missione culturale ciò che sta oltre la soglia del conosciuto. È la ricerca dell’invisibile, che in queste pagine viene spinta nelle foreste pluviali, nelle montagne agli antipodi della Terra, e persino nell’esotismo nascosto dietro casa. Oltre 60 anni di collaborazioni su testate molto diverse tra loro: da quelle di carattere locale e di contenuta diffusione al “Corriere della Sera”, dai periodici di geografia alle pagine della stampa sociale del Club alpino italiano.

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Filippo Zolezzi