ALP

Dir. Resp.: Linda Cottino

mensile

ISSN: 771722-782000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 4,00 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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ALP
mensile
numero di
marzo 2008

Finale today

SOMMARIO


pALPfiction/ ROCCIA E PALLOTTOLE di Losca
opinione / LA NORMALE DI UN 8000 È UN’IMPRESA? di Hervé Barmasse
ghiaccio / VIETATO CADERE di Jacopo Alaimo
alpinismo / IL RITORNO DEL BIANCO di Carlo Caccia
himalaya / L’IMPRESA DI TOMAZ
himalaya > ANCORA I RUSSI SULLO JANNU > L’EVEREST PERDE IL SUO UOMO
ambiente & società / TI FACCIO UNO SQUILLO DALL’EVEREST
culturEmedia / DOLOMITI ALLA GOGNA
a spasso nella rete / ANNO NUOVO, ALP NUOVO, WEB NUOVO di Vinicio Stefanello
una splendida giornata a cura di Paolo Campagnoli
dr ALP / EFFETTI COLLATERALI DELL’ARRAMPICATA a cura di Paolo Gugliermina
comics NO AUTOSTOP di Paolo Cossi e Andrea Gobetti
luoghi non tanto comuni / LA PETITE LAGARDE AL COL DU PLAN di Alberto Paleari
Dedicato al Camòs / UN NUOVO GIORNO NON È NATO
FINALE TODAY
PAROLA MAGICA, OUTDOOR di Linda Cottino
BELLA FINALE, PROPRIO BELLA... di Karla Elena Corriero
RITORNO A FINALE: BUCHI, DURO A VISTA di Riky Felderer
VADO A VIVERE A FINALE a cura di Andrea Gallo
MARTINO LANG, DISSACRANTE PROFETA DEL NUOVO di Marcello Cominetti
IN VIAGGIO TRA OLD E NEW SCHOOL di Lucas Preti
PRIMA O POI di Andrea Gallo
ghiaccio / alpi giulie / POLIVALENZA PER NECESSITÀ di Luca Vuerich e Leila Meroi
appennini / GHIACCIO “DE PAURA” di Cristiano Iurisci
patagonia IL COLOSSO DELLO HIELO di Franco Michieli
DOLCE VITA EL CHALTÉN di Luca Maspes
ski alp / COPPA DELLE DOLOMITI di Lorenzo Scandroglio

 

LEGGERI di Linda Cottino
Proviamo a entrare più leggeri in questo nuovo anno. Qualcosa potrete subito intuire dal tratto grafico con cui avanziamo nel “laboratorio” avviato un anno fa, riprendendo la formula magazine. Ma se sfogliate con calma, vedrete che anche i contenuti nelle pagine si sono come rarefatti. Meno notizie e più commenti, meno articoli, meno foto e più grandi (...e più belle!). Unica eccezione: la copertina, che per questo primo numero raddoppia. Una dedicata alla roccia, l’altra al ghiaccio; una per tributo all’eleganza del gesto, l’altra per il desiderio mai sopito di alta montagna.

Il numero spazia dunque dal compleanno di uno dei luoghi più noti e amati dell’arrampicata - quella Finale (Ligure) che in quarant’anni non ha mai interrotto la sua particolare e costante progressione, nelle idee oltre che sulla roccia -, al rigido inverno sulle cascate di ghiaccio delle Alpi Giulie, fino alle insospettate e affatto banali vie di misto scottish style della Meta e del Matese, in Appennino. Per finire in Patagonia, con un’esplorazione sulle tracce di Bonatti e Mauri al Cordon Mariano Moreno e un ritratto della nuova dolce vita di El Chaltén, che allieta gli spiriti degli scalatori in attesa dell’agognata finestra di bel tempo. Non senza un’incursione in Dolomiti con sci e pelli da velocità.

La doppia copertina sembra anche richiamare una doppia scomparsa, nel passaggio dell’anno, di due uomini. Uno famoso a livello planetario, l’altro incastonato nell’animo degli amici e nella roccia della sua Val Brembana. Sir Edmund Hillary, incarnazione moderna del mito, colui che ha valicato l’ultima barriera dell’ignoto salendo sulla cima più alta della terra, e Bruno Tassi “Camòs”, scalatore ed esploratore “della porta accanto”. Dice di lui Emilio Previtali: «La sua normalità era per noi il succedersi di episodi degni di essere raccontati o ricordati, il più delle volte ridendo o altrettanto spesso riflettendo sulla semplicità della vita, sull’ironia con cui si manifestano le cose, mantenendo il sorriso sulle labbra. Con serietà, ma senza prendersi troppo sul serio». Così piacerebbe anche a noi, per iniziare un nuovo anno di prospettive verticali. In leggerezza.

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Filippo Zolezzi