OASIS

Rivista di cultura ambientale

Dir. Resp.: Francesco Petretti

bimestrale

distribuzione principale: edicola

prezzo: 4,00 euro

Editore: il Corriere.net

 

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OASIS
Rivista di cultura ambientale
bimestrale
numero di
marzo 2008

SOMMARIO


LE PIÙ BELLE IMMAGINI DI NATURA DEL 2007
MORSI LETALI
LA BESTIA DEL GÉVAUDAN
LA GRANDE MIGRAZIONE
TUNISIA, L’AFRICA SOTTO CASA
IL MUCCHIO SELVAGGIO
NIGERIA, VIAGGIO TRA I DANNATI DELLA TERRA
IL PARCO DEGLI ANIMALI IN PERICOLO
L’OPINIONE Di Licia Colò, Carla Perrotti, Giuliano Tallone e Francesco Rovero
IL TACCUINO DELLA NATURA Di Francesco Petretti
WEEKEND NATURA Nelle province di Cesena, Biella e Trento
PORTFOLIO Di Mirko Sotgiu
OASIS FOTOGRAFIA A cura di Photofarm
OASIS NEWS Notizie dal mondo: ricerca, parchi, associazioni
BIRDWATCHING A cura di Ebn Italia
MICROFONOVERDE Eventi in Italia: le segnalazioni di Oasis
LA FIABA Leggende e racconti dei popoli tribali

 

direttore
Francesco Petretti
Il Grande ritorno
Sono convinto che ogni tanto bisogna raccontare, soprattutto a beneficio di noi stessi, storie edificanti e di successi nel campo della conservazione, altrimenti le voci di disfatta e tragedia diventano talmente forti da trasformarsi in un coro che ci impedisce di ragionare serenamente sull’emergenza ambientale che riguarda anche la scomparsa della grande fauna. Ecco quindi che l’inaugurazione di una bella mostra sullo stambecco nel Museo Civico di Zoologia di Roma, grazie all’impegno del Governo svizzero e del Museo di Storia Naturale di Zurigo, mi ha permesso di rivivere la storia del ritorno di questo animale nella magnifica catena montuosa delle Alpi, che non separa l’Italia dal resto dell’Europa, ma anzi la unisce alla Francia, alla Svizzera, all’Austria, alla Slovenia. Alla fine del 1800 lo stambecco era confinato nella riserva reale di caccia del Gran Paradiso che, poi, nel 1922 sarebbe diventato il primo parco nazionale italiano. La Casa sabauda custodiva gelosamente questi animali e li negava a chi, come la confederazione elvetica, ne faceva richiesta per reintrodurli nelle proprie montagne da cui erano stati spazzati via a causa di una caccia feroce. Fu così che il Governo svizzero accettò l’offerta di un bracconiere, che si dichiarò disponibile a procurare alcuni capretti di stambecco per la somma di 800 franchi svizzeri ciascuno. Nel giugno del 1906 tre capretti di quattro settimane di età furono contrabbandati a Martigny ed allevati nel parco faunistico di Peter e Paul a San Gallo. Da allora fino al 1937 la Svizzera ricevette dal Gran Paradiso un centinaio di stambecchi, all’inizio illegalmente e più tardi con il consenso dell’Italia. Il parco faunistico di Peter e Paul
e il parco delle Alpi di Iterlaken-Harder avviarono un programma d’allevamento utilizzando questi animali. L’allevamento delle greggi di stambecco nei due parchi ebbe successo. L’8 maggio del 1911 tre femmine e due maschi furono rilasciati nel territorio federale di caccia Grauer Hörner nel canton San Gallo. Ma la
popolazione allo stato libero si accresceva molto lentamente. Pertanto si decise di rilasciare altri individui in diverse regioni della Svizzera: nel Parco Nazionale Svizzero nel 1920, sull’Augsmatthorn nel 1921, sul Piz Albris nel 1922, sul Schwarzmönch nel 1924 e sul Mont Pleureur nel 1928. Grazie a queste e ad altre reintroduzioni, oggi le Alpi sono abitate da circa 40.000 stambecchi. Una storia a lieto fine. Un dono dell’Italia alla natura europea, per cui la Svizzera ancora oggi ci è grata e lo ricorda in ogni occasione.

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Filippo Zolezzi