OASIS

Rivista di cultura ambientale

Dir. Resp.: Francesco Petretti

bimestrale

distribuzione principale: edicola

prezzo: 4,00 euro

Editore: il Corriere.net

 

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OASIS
Rivista di cultura ambientale
bimestrale
numero di
maggio 2008

SOMMARIO



La palude delle aquile e delle gru
Il giardino dei nudibranchi
Un’autostrada nella Valle dell’Omo
Zanzibar, brucia la foresta dei colobo
Nel nido del gufo
L’Olanda da scoprire in bicicletta
Il sentiero delle cince
Itinerari d’autore in Italia
Porfolio, la natura vista da Fabio Liverani
Fotografia, tecnica e attrezzatura a cura di photofarm
PHOTOFARM Oasis school of photography

 

Forza Napoli!
Speravo in cuor mio di non dover scrive¬re un editoriale sull'emergenza rifiuti. Mi auguravo infatti che, risolta l'impasse politica, le autorità avrebbero potuto chiudere una delle vicende più infami della nostra storia recente. Ma non è stato così: si è fatta un po' di pulizia nel cuore della città, ma le periferie so¬no ancora segnate da montagne di spazzatura. Adesso è arrivata anche la primavera e il calore del sole sta trasformando i sacchetti di rifiuti organici in bombe batteriologiche. «Fra poco cammineranno da soli», commenta qualche saggia casalinga che non ha dimenticato il colera. In questi mesi è successo di tutto, o quasi: gli inceneritori sono stati accesi e poi spenti, le discariche aperte e poi chiuse, le ecoballe, molto balle e poco eco, impacchettate e depositate un pò qui un pò là. C'è stato anche il tentativo di spedire la spazzatura nelle altre regioni, fatto che ha alimentato l'ostilità nei confronti della città partenopea e obbligato gli amministratori a fare marcia indietro. La Germania si è offerta, a caro prezzo - e giusta¬mente - di smaltire la nostra spazzatura per alimentare i suoi termovalorizzatori e produrre così energia elettrica con doppio guadagno: i soldi versati da noi che preghiamo in ginocchio i germanici perché si «accattino 'a munnezza» e quelli guadagnati con l'energia elettrica, per di più eco-compatibile perché i loro termovalorizzatori non inquinano. Ora è uscita la questione della diossina, liberata dalla combustione pestilenziale dei rifiuti: contamina falde, entra nelle catene alimentari, si deposita nel latte delle bufale. E addio mozzarella. Vallo a spiegare ai giapponesi che le zone forse contaminate sono pochissime, che Battipaglia non è Napoli e che i nostri servizi sanitari sono molto rigorosi. La soluzione prevede un intervento di emergenza per smaltire gli accumuli e l'attivazione della raccolta differenziata. Quest'ultima potrebbe davvero dare il segnale che l'emergenza è finita. Perché allora non consegnare alle famiglie tre sacchetti di diverso colore e pretendere che ì rifiuti siano separati già sotto il la¬vello della cucina? Perché non ridurre del 50% la tassa rifiuti a chi fa uscire da casa tre sacchetti diversi, per il vetro, la carta e l'umido? Sono si-curo che tutti lo farebbero subito. I napoletani, sul¬la loro pelle, ci stanno dimostrando quanto possa essere imprevidente l'amministratore che non affronta il problema alle radici, e forse troveranno da soli, alla fine, il modo per dare al mondo una dimostrazione di intelligenza e avvedutezza. Napoli è una città straordinaria, non dimentichiamolo. Lì sono nate la prima ferrovia europea e il primo osservatorio di vulcanologia del mondo. Non sarà certo la spazzatura a piegarla.
Francesco Petretti

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Filippo Zolezzi