Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
luglio 2008

Grand Combin

SOMMARIO


Galleria I profili del gruppo
Reportage Nell’antica città stratificata
Dossier Silenzi
Echi con variazioni sul tema
Scienza L’acqua... in caduta controllata
Escursionismo Viandanti in alta montagna
Alpinismo Spirito nuovo
Arrampicata Sullo gneiss dell’Aroletta...
Scialpinismo Plateau, creste e Corridor
Cucina L’artemisia del genepì
Guida
Cinema
Libri
Dietro le quinte

 

la copertina
Appena superato il confine con la Francia, su al Passo del Piccolo San Bernardo,
si incontra un monumento che forse più di ogni altra cosa rappresenta la metafora ideale della storia valdostana. È la Colonna di Giove, o Columna Jovis. Venne eretta dagli antichi Romani più di duemila anni fa, e alla fine dell’Ottocento fu posta sulla sua sommità una statua lignea di San Bernardo. La potenza di Roma e della Chiesa, una sull’altra, come strati depositati dalla storia.
Roma fondò l’antica Aosta e aprì al mondo la Valle grazie a una rete di strade
consolari; la Chiesa locale ebbe grandi margini di potestà e autonomia,
e per secoli fu l’unica custode del sapere e della memoria regionale. Il viaggio di Montagne verso il Grand Combin parte dunque da questa considerazione: quale
eredità ha lasciato una storia dalle caratteristiche tanto evidenti? Quali echi dal passato possono parlarci oggi di questo “pays d’hautes terres”, o “Stato intramontano” (come nel Seicento venne definita con successo la Vallée dal vescovo Albert Bailly per affermarne il particolarismo geografico)? Basti pensare che qui i preti sono stati persino anticipatori delle scalate in montagna, e che in perfetta autonomia culturale dal Vaticano hanno aderito senza remore agli ideali di matrice illuminista del nascente alpinismo. Dunque non è un caso, per esempio, che oggi il direttore di Montagnes Valdôtaines, periodico delle sezioni valdostane del Cai, sia un prete (Ivano Reboulaz), o che l’abbé Alfred Delavay abbia dato il nome a un challenge tre nazioni di discesa e fondo che si disputa annualmente fra Italia, Francia e Svizzera. O, ancora, che quattro religiosi siano i “custodi” del Gran San Bernardo, il luogo permanentemente abitato più alto d’Europa.
Con la monografia del Grand Combin il 10° volume della collana Montagne Narratori "Montagnes valdôtaines", di Massimo Mila Il grande alpinismo delle Alpi Occidentali raccontato da uno dei più importanti scrittori di montagna.
Montagne Narratori, collana di Editoriale Domus dedicata ai racconti del grande alpinismo, si arricchisce del lascito dell'alpinista-scrittore Massimo Mila, di uno dei più felici osservatori della cultura alpina, che rappresenta un riferimento necessario per chi interpreta la montagna anche come pratica intellettuale. Il decimo volume dal titolo Montagnes valdôtaines, scritti dal 1929 al 1987, si colloca per naturale continuità tra gli autori fondamentali dello scaffale di Meridiani Montagne dopo quelli di Dino Buzzati, Mario Rigoni Stern e Fosco Maraini. La pubblicazione del libro antologico coincide con il ventennale della scomparsa del rimpianto umanista torinese scomparso nel 1988.

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Filippo Zolezzi