Meridiani

Dir. Resp.: Federico Bini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
novembre 2008

Egitto

SOMMARIO


RUBRICHE
Oblò L’Egitto raccontato dal cielo
Nilo 1 Il paziente giardiniere
Il Cairo La Grande Madre
Mercati La vita è un bazar
Riti Seduti in un caffè
Mode L’ombelico del mondo
Deserto Occidentale Notizie dalla New Valley
Alessandria “Alex” va veloce
Nilo 2 Delta force
Scoperte Una mummia in cronaca
I Classici Poker d’assi
Mar Rosso Immagina una città…
Lago Nasser Crociera nei sogni
Deserto Orientale L’Elba e i suoi segreti
Fumetto-9 Mary Diane e il vino dei faraoni
Percorsi:
1. Il silenzio degli eremi copti
2. Avventure nel deserto
3. Mar Rosso: non solo spiagge

 

In diversi punti di questo numero di Meridiani troverete testimonianze antiche. È l’emozione dell’uomo di cultura davanti alla Biblioteca di Alessandria, l’orgoglio
dell’artigiano che lavora alle grandi piramidi di Giza, il sogno del bambino che osserva le scene di battaglia del grande Ramses o la religiosità del giovane sacerdote di Amon-Ra. Artifici giornalistici per raccontare il passato? Sì, ma con un buon motivo: l’Egitto è sempre attuale, sempre moderno: lo era secoli fa (ed ecco quelle voci dal passato), lo è oggi. C’è una modernità che non si declina
necessariamente in frenesia, in velocità, in tecnologia o in architetture-choc, ma è data dal respiro del tempo, da un fiume tenace nel dare nutrimento alla sua terra, da monumenti che hanno sfidato i secoli, da una cultura che non smette mai
di stupire, da un Paese capace di rinnovarsi in continuazione. Come, appunto, il Nilo gli ha insegnato per millenni. L’Egitto raccontato in questo numero è in gran parte nuovo (Il Cairo oggi, l’Alessandria che rinasce, il Delta riscoperto, le oasi e le ultime spiagge del turismo), mentre i suoi monumenti tradizionali
(le piramidi, la Valle dei Re, Karnak e Luxor, Abu Simbel) sono in secondo piano. Le star dell’archeologia, questa volta, hanno lasciato il posto al “nuovo” di questo Paese antico. Che continua a esercitare su di noi un fascino misterioso, lo stesso che ci ha accompagnato nella preparazione di questo Meridiani. C’è un perché: sui banchi di scuola gli egizi ci hanno aperto le porte allo studio delle civiltà antiche. Con loro abbiamo imparato a mettere i nostri occhi negli occhi della Storia.

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Filippo Zolezzi