Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
novembre 2008

Bernina

SOMMARIO


Galleria I profili del Bernina
Reportage Alla ricerca della luce pura
Focus Pane di pietra
Echi con variazioni sul tema
Scienza Ghiaccio bollente
Escursionismo Una settimana di passo in passo
Alpinismo Bergvagabunden
Inverno ... E poi la discesa
Sci di pista Sci, rotaie e nuovi impianti
Cucina La pentola magica
Guida

 

la copertina
Che il Bernina si trovi nelle Alpi Centrali è cosa nota. Ma questa collocazione geografica cela in realtà un trabocchetto. La suddivisione delle Alpi in Orientali, Centrali e Occidentali, di cui diamo per scontata la fondatezza, è un’interpretazione superata, che gronda di ideologia. Fu dichiarata verso la fine dell’Ottocento, in pieno furore risorgimentale, e poi riaffermata ufficialmente in epoca fascista durante un congresso di geografi tenutosi a Genova nel 1926. Da un punto di vista puramente orografico, a ben vedere, la tripartizione delle Alpi risulta una forzatura. Trova forse un senso solo se la catena viene osservata da una prospettiva italiana. Molto meno se chi guarda si pone in un punto di vista continentale, nel centro dell’Europa. Da lì l’arco alpino spicca nella sua maggior complessità, e la suddivisione in tre parti
risulta originata da un capriccio. Perché allora diciamo Orientali, Centrali e Occidentali? Per affermare (se mai qualcuno ci credesse ancora) l’italianità delle Alpi. Ma sì, è un fatto nominalistico, obietterà qualcuno alzando le spalle. Niente da dire, certo, si tratta di nomi e toponimi. Ma appunto per questo motivo la questione diventa anche un fatto ideologico. Come si sa, nominare significa anche dare un senso. Nomen omen, dicevano infatti i Latini: il nome è un presagio. Ripensare alla ripartizione e alla toponomastica delle Alpi vuol dire abbandonare la tradizionale visione italocentrica della catena rispetto
a un’alternativa panalpina. Gli Stati nazionali fanno un passo indietro, mentre avanzano le prospettive locali. La Soiusa (Suddivisione orografica internazionale unificata del sistema alpino) ha da poco terminato il suo compito. La magica frase “MA COn GRAn PENa LE RECA GIÙ”, usata da milioni di scolari per tenere a mente la sequenza dei vari anelli della catena varrà ancora, ma Alpi Centrali sarà un termine desueto. D’ora in poi esisteranno dunque solo le Alpi Orientali e Occidentali collegate tra loro al Passo dello Spluga. E il Bernina, senza spostarsi, slitta inesorabilmente nelle Alpi Orientali.

Chi lo desidera può avere in allegato lo stupendo calendario 2009.

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Filippo Zolezzi