Meridiani

Dir. Resp.: Federico Bini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
dicembre 2008

Cuba

SOMMARIO


Indiana Jones Una preghiera per la nave senza nome
Primo piano Indagine su Cuba
L’Avana Buena Vista Habana!
Musica Anima latina
Sulla strada Vado verso il Cabo (Cruz)
Cayo Saetía Safari caraibico
Ritratto Geografia e Rivoluzione
Viñales Vero West
Miti Il fotografo Ernesto
Baracoa Piccola Cuba antica
Boxe Nati per vincere
Mare Pionieri del sogno
Storie L’archivista
Portofolio Al ritmo di conga
Percorsi:
1. Quel che resta dei taino
2. La marcia dei “barbudos”
3. I mitici “puros”
Una spettacolare parata di automobili d’epoca a L’Avana

 

Se abbiamo amato le storie del mare, di vecchi e di pescatori di marlin, se quella sera abbiamo corteggiato una ragazza davanti a un mojito, se da studenti abbiamo chiesto più giustizia sfi lando dietro l’immagine del Che o se abbiamo ballato al ritmo della salsa, allora in qualche modo a Cuba ci siamo già stati. Perché l’isola ha questo di particolare: è un Paese povero, ma è uno dei massimi esportatori mondiali di una merce, le emozioni, che non entra nelle statistiche
economiche. Cuba ci ha parlato, negli anni, ci ha fatto sognare e discutere, un tempo ci fatto persino paura quando per lei rischiammo una guerra nucleare, ci ha mobilitato in difesa dei diritti umani, ci ha stupito per la sua resistenza; in una parola, non ci ha lasciato mai indifferenti. E allora vale la pena, da parte nostra, fare uno sforzo per capire il perché di tutto questo. Lo faremo, nel numero di Meridiani, cercando al di là del proscenio con le sue icone: il Tropicana, Hemingway, i sigari, la santería, le vecchie auto americane e l’onnipresente Fidel. Ci sono luoghi e storie che Cuba racconta sottovoce, e per poterle ascoltare occorre muoversi tra le quinte, magari un po’ fuori dai circuiti turistici. Scopriremo che l’isola, alla fine, è un “mondo fragile” e sembra quasi riflettere la fragilità che la vecchiaia ha imposto al suo Líder Máximo negli ultimi anni. Non ci può lasciare indifferenti, Cuba. Ha finito per occupare un pezzo del nostro cuore e continua a far parte della nostra vita. Sentiamo che il nostro viaggio è un ritorno e la partenza non è mai un addio.

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Filippo Zolezzi