ALP - Speciale ritratti

Dir. Resp.: Roberto Mantovani

semestrale

ISSN: 9-771972-683003

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,50 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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ALP - Speciale ritratti
semestrale
numero di
marzo 2008

Reinhold Messner

SOMMARIO


ALPINISMO Tomaz Humar intervista Reinhold Messner
GALLERIA Reinhold Messner
LE ORIGINI C’è ma non si vede di Mauro Fattor
L’INTERVISTA 1 Uschi Demeter di Mauro Fattor
L’INTERVISTA 2 Hanspeter Eisendle di Carlo Caccia
L’ALPINISTA Sapere tutto, di una cosa soltanto di Ivo Rabanser
L’EXPLOIT Dal Pilastro di Mezzo al Drago di Stefano Ardito
L’INTERVISTA 3 Sepp Mayerl e Heindl Messner di Mauro Fattor
LE LETTERE Pillole di rivalità e saggezza a cura di Stefano Ardito
GLI INCONTRI Cittadino ma non troppo di Gianni Mazzenga
GLI OTTOMILA L’alpinista che fece l’Impresa di Roberto Mantovani
L’INTERVISTA 4 Wolfgang Nairz di Clemens Kratzer
L’INTERVISTA 5 Peter Habeler di Karin Steinbach
L’INTERVISTA 6 Hans Kammerlander di Carlo Caccia
L’ESPLORATORE Ai Poli di Alessandro Gogna
L’INTERVISTA 7 Hubert Messner di Mauro Fattor
IL RICERCATORE Sulla via degli Sherpa di Alessandro Gogna
L’AMBIENTALISTA Un po’ vero, un po’ finto di Francesca Colesanti
IL POLITICO Da Silvius a Messner di Riccardo Dello Sbarba
L’IMPRENDITORE Montagna globale di Stefano Ardito
LO SCRITTORE Biblioteca Messner di Leonardo Bizzaro
IL COMUNICATORE Buca lo schermo l’eroe moderno di Alberto Papuzzi
SCHEDA GIALLA Sulle Dolomiti di Reinhold a cura di Stefano Ardito e Ivo Rabanser
LE TRACCE DI ALP Reinhold Messner nella raccolta di Alp

 

Arriviamo a Castel Firmiano in una mite giornata d’autunno. I vigneti e i boschi lungo il sentiero per il Museo sono accesi di rossi e di gialli, e l’edificio sembra scolpito nell’aria tersa. Stefano Ardito, Giulio Malfer ed io andiamo all’appuntamento con Reinhold Messner. Al “castellano”, che ci riceverà per un’ora esatta, non un minuto di più, vogliamo chiedere collaborazione per il primo numero della nuova collana di ritratti di ALP, che abbiamo deciso di inaugurare con lui, con la leggenda dell’alpinismo “globale”: in origine scalatore eccelso e d’avanguardia, di intuizioni visionarie e realizzazioni
grandiose, poi figura contraddittoria di ambientalista e politico, oggi imprenditore culturale sulla breccia. Chiacchieriamo dunque un’oretta, al sole, tra i visitatori del museo. Ci dà la sua approvazione, promettendoci anche una
selezione “autografa” di immagini, nonché la possibilità di seguirlo in un paio di giornate di lavoro per fotografare e documentare in libertà, insieme. Calendario alla mano, fissiamo le date. Quel che è successo dopo entra nel campo dell’imperscrutabile. In seguito all’incontro di quel pomeriggio, l’uomo in
carne ed ossa si è smaterializzato. È tornato leggenda, immagini e segni fissati sulla carta, si è dissolto in frammenti di dialogo per interposta persona. Bene. Come avrete capito, non è stato possibile realizzare il previsto reportage, né
disporre di foto scelte personalmente da lui. Tutte le fotografie non attribuite che vedrete sono dunque tratte dalle sue pubblicazioni, e ci scuserete per la non sempre eccellente qualità della stampa. Ciononostante, come in una carta su cui permangono punti bianchi inesplorati, ci siamo buttati nella scoperta. E il risultato è di quelli che appagano. Innanzitutto, per la bella, unica e avvincente conversazione condotta da Tomaz Humar che apre la monografia. Lo sloveno, reduce dalla solitaria all’Annapurna, ha accettato di sottoporsi al tortuoso percorso di materializzazione del “re degli ottomila” per intervistarlo e svelarci i segreti del suo alpinismo. Dopodiché, i racconti dei compagni di avventura ci hanno consentito di ripercorrerne le tante vite, di ritrovare i passaggi, il senso, la densità delle imprese verticali e orizzontali. Così, attratti dalle infinite suggestioni di una carriera indiscutibilmente grandiosa, pian piano ha preso corpo la leggenda. E per godercela il più possibile da vicino, ecco un vero taglio
del nastro per la nuova collana di ALP sui personaggi che hanno fatto la storia dell’alpinismo. Un numero tutto da leggere, su cui sognare, da conservare.

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Filippo Zolezzi