ALP - Speciale ritratti

Dir. Resp.: Roberto Mantovani

semestrale

ISSN: 9-771972-683003

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,50 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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ALP - Speciale ritratti
semestrale
numero di
febbraio 2009

Walter Bonatti

SOMMARIO


UN PROFILO Bonatti: esploratore, sempre di Roberto Mantovani
L’INTERVISTA Viaggio nell’uomo di Roberto Mantovani
I GIORNI GRANDI L’alpinismo
GIORNI GRANDI I capolavori del maestro di Carlo Caccia
GIORNI GRANDI Grand Capucin: «nel vuoto più assoluto» di Stefano Ardito
GIORNI GRANDI Il pendolo del mistero di Roberto Mantovani
IL RACCONTO Il Dru che non c’è più di Alberto Paleari
L’EPOPEA Gran signori e grandi tempeste di Carlo Caccia
PATAGONIA Cerro Moreno e Cordon Adela di Franco Michieli
PROTAGONISTI Alla corda di Walter di Stefano Ardito
TESTIMONIANZE Il magico anorak di Ivan Guerini
TESTIMONIANZE Il “mio” Bonatti di Giuseppe Miotti
TESTIMONIANZE Uno sguardo cristallino di Michele Serra
I GIORNI DELL’AVVENTURA I grandi viaggi
ESPLORAZIONI L’avventura dell’uomo curioso di Franco Michieli
IL COMUNICATORE Il debito di una generazione di Stefano Ardito
LO SCRITTORE8 Biblioteca Bonatti di Leonardo Bizzaro
SCHEDA GIALLA Il Monte Bianco e la Grigna di Bonatti a cura di Basilo Korman, Franco Michieli, Carlo Caccia e Paolo Vitali

 

Walter Bonatti, un numero speciale che era nell’aria da tempo. D’altra parte è impossibile parlare della storia dell’alpinismo senza occuparsi di lui: le sue scalate sono pietre miliari capaci di interagire nel presente e di viaggiare nel futuro. «Bonatti è uno dei pochissimi che, superando se stessi, sono riusciti più volte a spostare il concetto di limite durante la loro carriera alpinistica», scriveva più di trent’anni fa Gian Piero Motti nella sua Storia dell’alpinismo.
Dall’apertura della via nuova sulla parete nord del Cervino, in solitaria invernale, sono passati quarantaquattro anni, ma l’aura del mito di Walter non s’è affatto dissolta; anzi. L’uscita di scena dall’alpinismo estremo - che ha stupito e sconcertato solo chi sapeva guardare la montagna da un’unica angolazione - ha regalato a Bonatti una posizione ancora più importante. Soprattutto, lo ha liberato dalle pastoie di un mondo che non gli perdonava di aver mandato in frantumi mediocrità, riti paludati e finzioni, e gli opponeva invidie, gelosie, calunnie e meschinità. Da quella scelta, che fu una
scelta di libertà, scaturì una soluzione nuova: la ricerca della grande avventura, quella capace di riconnettere l’uomo al cuore pulsante della natura selvaggia. Negli incontri che hanno permesso la realizzazione di questo speciale di Alp abbiamo scoperto un uomo appagato ma che non ha mai smesso di sognare, curioso, tutt’altro che ripiegato sulle glorie passate, disposto alla discussione, al confronto. E pronto a guardare il futuro con la stessa grinta dei “giorni grandi”. Per aiutarci a illustrare questa monografia, Walter ha addirittura “smontato” un paio delle sue proiezioni di diapositive. Un gesto che abbiamo molto apprezzato. Ma quelli che ci hanno colpito di più sono stati i suoi racconti: ad ascoltare le sue parole sembrava che tutto si fosse svolto poche ore prima. Evidentemente certe esperienze, che hanno portato Bonatti fuori dalla dimensione comune del tempo, devono davvero avergli scolpito nell’anima segni indelebili. Oggi noi possiamo solo immaginare quei capolavori di intelligenza, di intuito e di forza. E anche se tra i nostri lettori ci sono alpinisti capaci di ripetere le vie più difficili di Walter, nessuno mai potrà rifare le sue stesse esperienze, che rimangono momenti unici e irripetibili perché nel momento della loro realizzazione hanno spalancato orizzonti e superato la soglia del possibile.
Roberto Mantovani

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Filippo Zolezzi