Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
marzo 2009

Alpi Liguri

SOMMARIO


Galleria I profili delle Alpi Liguri
Reportage A spasso con l’antropologo
Parchi Il bosco, anche in vitro
Mtb Tra mare e cielo
Echi con variazioni sul tema
Scienza Piante in fuga
Arrampicata Le falesie da conoscere
Escursionismo In bilico tra due mondi
Alpinismo Tanti passi lunghe vie
Testimonianze Tetra, opprimente...
Inverno Neige d’antan
Cucina Non chiamatela cucina acromatica
Guida

 

Procediamo in salita, col motore che tira, ed entriamo in un mondo sempre più isolato. Vallate serpeggiano penetrando nel fitto di sistemi orografici sempre più complessi. Oltre l’ennesima curva, voltarsi è come guardare avanti, il mondo lasciato alle spalle è ormai altrove. Si procede sui tornanti deserti, finché, in cima a una roccia, notiamo le case di Realdo, ai confini tra Liguria, Francia e Piemonte. È qui che inizia il nostro viaggio. Realdo conta oggi solo sette persone. Gli ultimi tre anziani testimoni del tempo passato, e i quattro nuovi arrivati, la famiglia Pontillo che ha aperto un negozio di alimentari e un piccolo bar. Il vuoto lasciato dallo spopolamento dà i brividi quassù. Realdo appare come un macchia in una periferia dimenticata, un segno insignificante sull’orlo delle carte geografiche. Così appare, ma in parte è solo un’illusione. Centro e periferia, sostiene l’antropologo, sono concetti relativi e temporanei. Chi ha stabilito dove si trova il centro e dove la periferia? «Alla luce dell’attuale crisi economica » dice l’antropologo Salsa, «è possibile che i luoghi abbandonati della montagna ritornino a suscitare interesse. Posti come Realdo non sono luoghi poveri in assoluto, sono stati resi poveri dalla storia perché marginalizzati. Ma la montagna può essere più ricca della pianura soprattutto in termini qualitativi. Pensiamoci, la periferia è tale in base al punto di vista: se io mi pongo al centro della catena alpina diventa periferica la pianura. Parlo di un relativismo geografico e culturale. Se ci sarà questa coscienza la montagna non sarà più il luogo dei vinti». Camminando tra i vicoli di Realdo penso che qui il futuro potrebbe riservare ancora sorprese. Ma solo se si metterà in atto una nuova rivoluzione copernicana. Copernico aveva scoperto che il nostro mondo non è affatto al centro dell’universo, come si era creduto fino allora, ma solo un pianeta fra altri. Il mondo gira intorno agli occhi di chi guarda. Il nostro mondo, che sta cambiando, potrebbe non girare più soltanto intorno alle grandi città. Potrà girare anche intorno a posti come Realdo, inaugurando così un nuovo futuro.

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Filippo Zolezzi