Meridiani

Dir. Resp.: Federico Bini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
marzo 2008

Istanbul

SOMMARIO


˙Istanbul alla prova
Oblò Vista dal cielo
2010 Il nuovo è qui
Bosforo Derive e approdi
Grand Bazaar Diamo i numeri
Arte Cosa tiene in vita l’umanità
La notte Ballando ballando
Cucina “Fusion” a chi?
Golosità Dolce “lokum”
Fashion È di moda lo stretto
Fener e Balat Così fan loro
Tradizioni Hamam Story
Rom Sulukule, ultima chiamata
Sport Leoni per canarini
Üsküdar e Kadiköy È (quasi) Asia
Fuori porta Isole ritrovate


 

˘Ci sono tanti modi di guardare a Istanbul: misteriosa, romantica, intrigante, ma anche ambigua, caotica, dura. La si può osservare dall’angolo della Storia, ed ecco affiorare immagini dell’antica Bisanzio-Costantinopoli con fantasmi di crociati e di cavalieri ottomani, oppure dall’angolo della geografia, e l’attenzione è inevitabilmente sullo Stretto, da secoli passaggio obbligato per ogni genere di commerci. Si può immaginare questa città come la scenografia naturale per un film di spie o per un romanzo d’amore. O come il “campione scientifico” del futuro dove differenti culture si incontrano e si confrontano. A cavallo tra Europa e Asia, tra due mondi che si guardano negli occhi non sempre con sincerità, Istanbul è oggi una città-esperimento e come tale Meridiani vi invita a visitarla. Abbiamo cercato di sfuggire alle infinite) tentazioni di guardare al passato così carico di storie per concentrarci sulla città oggi nei suoi vari aspetti, la cultura e la moda, la cucina e la musica, i quartieri che scompaiono e quelli che affiorano i commerci, l’architettura e lo sport. Anche se una rivista come Meridiani è “scritta” da parole e da immagini, questo numero è in realtà un’unica grande fotografi a di Istanbul oggi, l’istantanea di una città dinamica, da sempre in movimento e sempre pronta a cambiare. Nelle prossime pagine l’Istanbul che immaginavamo un po’ cupa, grigia, schiacciata dalla sua stessa storia, mostra un’incredibile esplosione di colori e di vita, che ci attraggono come per magia. Sempre nuova, ma in fondo sempre la stessa: Istanbul è un mistero, Istanbul è un sortilegio.

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Filippo Zolezzi