Rivista della Montagna

sentieri & Avventura

Dir. Resp.: Roberto Mantovani

bimestrale

ISSN: 770393-421003

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,50 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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Rivista della Montagna
sentieri & Avventura
bimestrale
numero di
marzo 2009

Numero 300

SOMMARIO


Formato 20 x 24. I primi anni della rivista Pochtestate sono rimaste coerenti negli obiettivi di fondo come la Rivista della Montagna: la sua storia nelle parole di un protagonista fin dai primi numeri
44 matti in fila per 3...cento I volti degli attuali collaboratori di RdM
Sentieri & rifugi
L'argomento
Sulle ali del vento: la rivincita dell'energia eolica e il suo difficile rapporto con l'ambiente
Il personaggio Werner Herzog: sino alla fine del sentiero
Pacific Crest Trail 4270 chilometri tra le montagne del West degli Stati Uniti: il più lungo itinerario escursionistico del mondo, raccontato da Lorenzo Barbiè, il primo italiano a percorrerlo interamente in 145 giorni di cammino
Un'escursione al Colle Sià Dal n. 1 della Rivista della Montagna, una gita in Valle dell'Orco descritta dal grande alpinista e scrittore Gian Piero Motti
Sci di raid. Da Courmayeur al Passo del Sempione La quarta puntata del lungo itinerario scialpinistico attraverso le Alpi, iniziato sul numero 210 di RdM: tre anni di sciate sui più spettacolari percorsi di raid della catena alpina
CamminAmare Liguria. 390 chilometri da Carrara a Ventimiglia
A 23 anni di distanza dal CamminAmare del 1985, Carnovalini ha ripetuto la scorsa estate il tratto ligure verificando i cambiamenti dell'ambiente costiero
Sui monti Kaçkar Una Turchia diversa, fatta di magnifiche foreste di abeti, valli selvagge popolate di orsi e alpeggi con baite che ricordano il Tirolo. Gli itinerari e l'intervista a Kate Clow, l'energica sessantenne inglese che ha dato impulso all'escursionismo nei Kaçkar.
Blanca y Negra Due trekking selvaggi e spettacolari sulla Cordillera Blanca e sulla Cordillera Negra permettono di conoscere due facce diverse e vicine delle Ande peruviane, e aiutano le popolazioni indigene a non abbandonare la montagna
Trovarobe Pedule story: l'evoluzione delle calzature da escursionismo dagli anni Settanta a oggi.

 

La montagna, terra di migranti

A Celle Macra è stato aperto un piccolo museo dedicato ai "mestieri itineranti" della Valle Maira: qui, come in altri paesi delle Alpi, gli abitanti si specializzavano in un'attività e poi andavano a praticarla in giro per il mondo. I più fortunati, come gli acciugai di Celle Macra, migravano solo per alcuni mesi all'anno e ritornavano in valle per l'alpeggio e le attività agricole estive. Ma più spesso chi partiva dalle Alpi o dagli Appennini migrava verso paesi lontani, da cui era difficile tornare. Pochi, pochissimi riuscivano a "far fortuna" all'estero e a ritornare nei paesi d'origine. Gli altri non rivedevano mai più le valli da cui erano partiti, e i paesi di montagna si spopolavano. In tempi più recenti l'emigrazione si è diretta verso le città e le fabbriche di pianura, dando il colpo di grazia a molte borgate delle Alpi occidentali e centrali.
Dunque l'emigrazione è stato un elemento costante di gran parte delle realtà di montagna. E i flussi migratori hanno toccato tutte le Alpi, anche quelle orientali, poiché molti valichi erano vie di passaggio obbligato per gli italiani che, in cerca di lavoro, dai paesi del sud e dalla pianura padana si dirigevano verso la Svizzera, la Germania, la Francia.
Ma in realtà l'emigrazione - prima verso paesi stranieri, poi verso le fabbriche del nord - ha caratterizzato tutta la nostra penisola, e ha toccato per molti decenni e per diverse generazioni la maggior parte delle famiglie italiane.
Eppure - leggendo i giornali o guardando la tv - si direbbe che gli italiani abbiano dimenticato il loro recente passato di migranti. Troppi guardano con astio chi viene in Italia in cerca di lavoro, giornali e tv fanno a gara nel criminalizzare interi popoli per colpa di alcuni individui che commettono reati. Pochi si indignano per quanto accade: la riduzione in schiavitù dei migranti impiegati nella raccolta dei pomodori, il ragazzo del Punjab arso vivo nella stazione di Nettuno, le violenze di giovani padani nei confronti di chi ha la pelle di un altro colore, i pestaggi nelle caserme, gli emarginati dei quartieri popolari che assaltano immigrati ancor più poveri di loro...
Pochi si scandalizzano per leggi e norme che rendono sempre più difficile la vita degli immigrati: le trafile sempre più lunghe per rinnovare il permesso di soggiorno dei "regolari", i medici invitati a denunciare i "clandestini" che si fanno visitare (alla faccia della sacralità della vita), le difficoltà per trovare alloggio...
Solo alcuni giornalisti hanno il coraggio di definire tutto ciò "razzismo". Eppure bisogna farlo. E di fronte all'intolleranza e al razzismo, è necessario mettere in risalto tutte le forme di solidarietà che si stanno sviluppando.
Per una rivista di montagna non è facile, ma possiamo provarci. Ad esempio in questo numero ricordiamo il grande lavoro che Operazione Mato Grosso compie per formare guide e accompagnatori sulle Cordilleras del Perù, la "migrazione al contrario" di Kate Clow in Turchia, gli Angels Trail che sul Pacific Crest Trail ospitano e aiutano i camminatori di ogni nazionalità.
Proprio la presentazione dell'affascinante e inedito Pct è il nostro modo per festeggiare il 300° numero di RdM. E nel clima di festa ripercorriamo la storia della Rivista, riproponiamo un articolo dal n. 1 ancora attuale, e riprendiamo alcuni temi classici di RdM: lo sci di raid, l'evoluzione delle pedule, il CamminAmare.
Furio Chiaretta

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Filippo Zolezzi