Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
settembre 2009

Valli di Lanzo

SOMMARIO


Galleria I profili delle alte Valli di Lanzo
Reportage Al di là delle nuvole
Inchiesta Sic, luoghi preziosi. Ma sono protetti?
Echi con variazioni sul tema
Scienza Agli albori degli alberi
Montagne ha fatto 40
Escursionismo Deserti d’alta quota
Lettura Il mito del prealpinismo
Alpinismo Il guado. Dalla meta alla via
Inverno Dove non nevica firmato
Cucina Le pere e le tome
Guida
Cinema
Libri

 

In nessun altro luogo delle Alpi, come qui nelle Valli di Lanzo, viene automatico porsi di fronte alla spinosa questione del rapporto città-montagna. Nell’immagine pubblicata alle pagine 69-72, gli edifici del centro cittadino e le vette imbiancate sullo sfondo sembrano penetrarsi reciprocamente in una continuità senza soluzione. Sembrano, ma la realtà è tutt’altra. In nessun’altra parte della catena come qui, le due entità territoriali, città e montagna, sono divise da una barriera culturale tanto netta. Da una parte la grande Torino, città simbolo della centralità moderna, del mito novecentesco della macchina che annulla spazio e tempo. Dall’altra vallate solitarie, da sempre aggirate perché senza passi carrozzabili. Valli povere, dove persino l’agricoltura è stata penalizzata da versanti spesso troppo ripidi, e con paesi-microbo nati intorno a singole dinastie. Per i cittadini, almeno dall’Ottocento in poi, quel rassicurante paesaggio sopra i tetti ha rappresentato un richiamo al pittoresco montano nel quale entrare senza troppa fatica. Per i montanari delle Valli di Lanzo, invece, la città laggiù in fondo era il luogo d’origine del forestiero e della ricchezza. Poi è arrivato il Boom economico, e i giovani valligiani hanno preferito credere alla promessa di una vita migliore in fabbrica abbandonando il paese d’origine.
Da mezzo secolo la linea demografica di queste vallate è in continua discesa. E anche il turismo è stato in calo, proprio a causa dell’automobile e di strade sempre più veloci che portano verso mete più lontane. Oltre quel confine che dal centro di Torino pare invisibile, il viaggiatore troverà oggi un territorio dominato da strati archeologici che corrispondono ad altrettante stagioni del rapporto città-montagna: l’epoca d’oro delle villeggiature, gli antichi rifugi degli anni dell’esplorazione alpinistica, i condomini che parlano di un transitorio benessere. E il viaggiatore troverà infine i segni del presente,
dominato oltre una certa quota da nuove romantiche solitudini; mentre nelle notti ai rifugi ritroverà, e gli sembrerà di toccarle, le luci vicine della città.

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Filippo Zolezzi