Rivista della Montagna

sentieri & Avventura

Dir. Resp.: Roberto Mantovani

bimestrale

ISSN: 770393-421003

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,50 euro

Editore: Vivalda Editori

 

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Rivista della Montagna
sentieri & Avventura
bimestrale
numero di
luglio 2009

Alta Pusteria

SOMMARIO


LA VALLE DELLE TRE CIME Le molteplici sfaccettature di questo fantastico mondo popolato di cime famose, di storia e cultura
DOLOMITI DI SESTO: IN DUE FRA I TANTI Camminando fra mulattiere affollate e sentieri solitari delle montagne più famose
LA MERIDIANA DI SESTO Da Cima Nove a Cima Una, le ore scandite dalle vette
PUSTERBIKE In bicicletta lungo l'Alta Pusteria
PUSTERBAHN La rinascita della ferrovia della Val Pusteria
LEGNO ENERGIA LOCALE Le centrali termiche a biomasse
BELLO, BUONO, BIO In viaggio lungo la valle, tra masi e piccole aziende agricole
IL TREKKING DELL'ALTA PUSTERIA Un percorso inedito che in 5 o 7 giorni conduce dal Lago di Braies a Sesto
RIFUGI & RIFUGISTI Incontri nelle strutture per alpinisti ed escursionisti
LE GRANDI MONTAGNE
TRE CIME DI LAVAREDO / DREI ZINNEN La fantastica trinità
CRODA DEL BECCO / SEEKOFEL All'estremità dell'Alta Via n. 1
CRODA ROSSA D'AMPEZZO / HOHE GAISL Un gigante dalle pareti tinte di rosso
PICCO DI VALLANDRO / DÜRRENSTEIN La cima degli escursionisti
ROCCA DEI BARANCI / HAUNOLD Un gruppo complesso e articolato
PUNTA DEI TRE SCARPERI / DREISCHUSTER SPITZE Atmosfere di solitudine e silenzio
CRODA DEI TONI / ZWÖLFERKOFEL Cima Dodici, la più alta della Meridiana
CIMA UNDICI e POPERA Due cime di grande fascino
CRODA ROSSA DI SESTO / SEXTNER ROTWAND Ferrate e sentieri di guerra
IL CROLLO DI CIMA UNA Un geologo ne analizza le cause
I PERSONAGGI
KURT BRUGGER, UNA GUIDA TUTTA D'ORO Il campione olimpionico di Lillehammer 1994
TRENTIN, UN SINDACALISTA SULLO SPIGOLO GIALLO Il leader sindacale innamorato dell'alpinismo
GUSTAV MAHLER A DOBBIACO Le ultime opere del compositore boemo sono nate al margine di un bosco di Pusteria
ECHI DI GUERRA, ECHI DI SILENZI La riconquista del Passo della Sentinella
FERRATE, DALLA GUERRA ALLA PACE A piedi su ferrate e sentieri attrezzati
LA GUERRA SULLA DORSALE CARNICA Fra Kreuzbergpass e Prato alla Drava
SCHEDA GIALLA 6 gite tra i rifugi, 4 ferrate, 10 cime facili, 7 giorni di traversata, 2 anelli per il fine settimana

 

26 giugno 2009: l'Unesco ha dichiarato le Dolomiti "patrimonio naturale dell'umanità": è il risultato di 22 anni di battaglie di Mountain Wilderness, a cui peraltro noi abbiamo sempre partecipato. Era il 1987: l'assemblea costituente di MW internazionale lancia la proposta "Dolomiti monumento del mondo" tutelate dall'Unesco. Nel 1993 MW raccoglie 12.000 firme per l'avvio della candidatura. Nel 1994 diversi fondisti, attivisti di MW, partecipano alla Marcialonga e alla 24 ore di Pinzolo con la "divisa" Dolomiti monumento del mondo. Lo stesso anno viene organizzato un trekking di tre settimane attraverso le Dolomiti per sostenerne la candidatura. Nel 1998 il Ministero dei Beni culturali avvia la procedura per l'Unesco, ma il progetto viene bloccato dalla Provincia di Bolzano. Gli ambientalisti rilanciano con le 55 tesi presentate a Pieve di Cadore, che ricostruiscono il significato - anche sociale - della candidatura. Nel 2005, grazie al lungo, continuo lavoro di MW e di molte altre associazioni ambientaliste, il Ministero dell'Ambiente lancia una nuova proposta, quella che è stata accolta il 26 giugno 2009.
Negli articoli sui giornali usciti a fine giugno, il ruolo di Mountain Wilderness viene quasi ignorato, mentre invece viene dato ampio spazio alle dichiarazioni di gioia rilasciate da esponenti di province che per anni hanno ignorato la proposta, opponendosi al percorso partecipativo avviato da Belluno, Udine e Pordenone.
Bene hanno fatto MW e Legambiente, con il patrocinio di Cipra Italia, a organizzare proprio il 27 giugno, a Pieve di Cadore, un convegno dedicato alle opportunità aperte dalla decisione dell'Unesco. Una grande vittoria per gli ambientalisti, ma che deve essere considerata soprattutto il traguardo di una singola tappa, sia pure durata 22 anni.
Ora bisogna cominciare a lavorare perchè la vittoria non sia effimera, o non si riduca solo a una questione di immagine, come spiega Luigi Casanova, ex presidente e oggi portavoce di MW: «Non si comprende come monti simbolo delle Dolomiti abbiano potuto essere esclusi dalla tutela, pensiamo al Sassolungo, al Sella, all'Antelao. Di fatto è una protezione a "macchia di leopardo", che si preoccupa solo della salvaguardia di rocce, pareti, massicci, dimenticando i fondovalle e la realtà sociale e culturale: quindi oggi dobbiamo partire dal risultato - comunque straordinario - di Siviglia, per la seconda tappa del percorso, il passaggio da "patrimonio naturale dell'Unesco" a patrimonio culturale, che dovrebbe portare anche a processi di riqualificazione paesaggistica e ambientale».
Il lavoro che attende le associazioni ambientaliste è imponente, ma la scommessa merita di essere giocata. Ci sarà da lavorare per non avere territori, valli e comuni di serie A e di serie B, bisognerà affrontare il problema del rapporto fra città e montagna, si dovrà insistere per una diversificazione dell'economia, per non basarla più sul turismo dei condomini e degli impianti di risalita, con le devastanti proposte di nuovi impianti a San Martino, fin dentro un parco naturale.
Le premesse per forme di sviluppo diverse e compatibili con l'ambiente ci sono, come dimostrano anche queste pagine dedicate all'Alta Pusteria: il rinnovamento della ferrovia, le centrali termiche che utilizzano gli scarti delle segherie, il sistema di piste ciclabili, sono passi che fanno ben sperare.
Furio Chiaretta e Stefano Ardito

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Filippo Zolezzi