Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
gennaio 2010

Gran Paradiso Invernale

SOMMARIO


Galleria Profili in Paradiso
Natura Sopravvivere
Antropologia/1 Il tempo delle gerle
Antropologia/2 Fuori registro
Echi con variazioni sul tema
Scienza Unici e irripetibili
Storia Breve storia della neve
Attività Le ultime dalla neve
Verticale Le cascate dell’Eden
Cucina Very hot
Guida

 

Un fantasma si aggira per le Alpi, è il mito del passato. Ovunque si guardi, dalle Liguri alle Giulie, appare ai nostri occhi qualcosa che inneggia al tempo che fu: il ristorante nell’antico mulino, il museo etnografico locale, la riesumazione di arcaiche feste di paese, la scuola del vecchio dialetto. Quali sono le ragioni di questa ossessiva rappresentazione della montagna attraverso il suo passato? Perché lo sguardo ritorna tanto assiduamente al tempo dei nonni? Più volte Montagne ha affrontato questo tema cruciale della nostra contemporaneità. E lo fa anche (e soprattutto) in questo numero dedicato all’inverno, la “brutta stagione” così chiamata dai vecchi montanari prima dell’avvento dello sci e poi diventata il momento del gioco e della spensieratezza sulle piste innevate. Mai come nei mesi freddi si acuisce la dialettica degli opposti, tra il mondo invernale di ieri (freddo, buio, lento) e quello di oggi del turismo dello sci (veloce, brioso, spensierato). Dopo il tramonto della “civiltà della fatica”, oggi si guarda al tempo andato con nuova nostalgia. Ciò che non tornerà più è frutto di rimpianti... non potrebbe essere altrimenti. Ma attenzione a cercare là indietro la nostra “identità” (come il senso comune oggi tende a fare). Sarebbe per la montagna un grave errore. L’identità montanara si fisserebbe artificiosamente in un modello costruito, stereotipato, museale. L’identità non è qualcosa di statico, ma un flusso in continua evoluzione: ingloba, si plasma, si arricchisce. Guardiamo pure al passato per capire come si sono modellati luoghi e culture, per assaporare le ricette dei nonni e cullarci nelle fantasie di antiche leggende. Ma la montagna del presente, soprattutto in inverno (la stagione che “brutta” non è più),dovrà sapersi reinventare guardando al proprio futuro. Così come oggi, con commovente tenacia, si impegna a fare la piccola pluriclasse di Ceresole Reale (vedi pag. 54). Perché l’identità del Gran Paradiso sarà tutta in quei bambini.

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Filippo Zolezzi