Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6.20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
giugno 2010

Salento

SOMMARIO


Portfolio Il regno fiorito
Barocco Quando Lecce decise di farsi bella
Otranto Porta d’Oriente
Architetture Nella vecchia masseria
Tecnologia La compagnia dell’anello
Grotte Gli antri degli sciamani
Speciale spiagge Sogni di sabbia
Cartapesta Il marmo dei poveri
Musica/1 L’estate della taranta
Musica/2 Giamaica d’Italia
Storia “I giudei non abitano più qui”
Gusto/1 La tavola dei miracoli
Gusto/2 Il vino del tacco
La guerra dell’olio Non c’è pace fra gli ulivi
Federico II In viaggio con il fanciullo di Puglia
Frontiere FantaLecce
Dolmen & menhir Stonehenge mediterranea
Teatro Carmelo chi?
Finibus Terrae I luoghi dell’altrove
Gente Il suono del Salento

 

Salvatore Morelli da Carovigno, chi era costui? Un giornalista mazziniano nato nel 1824. Già incarcerato e torturato dai borbonici, fu deputato del regno d’Italia dal 1867 al 1880: in quel periodo presentò, primo in Europa, una legge per la parità della donna con l’uomo – con annesso diritto di voto – e una rivoluzione del diritto di famiglia, che prevedeva l’introduzione del divorzio. Insomma, Morelli viaggiava con l’anticipo di un secolo.
Quando si parla di Salento la sorpresa è anche questa: che c’è una terra antica, con radici addirittura nella preistoria, e c’è una terra “nuova”, capace di grandi anticipazioni.
È seguendo tale principio che abbiamo preparato questo numero di meridiani. Dove l’antico non poteva mancare (e allora ecco le storie di Otranto, dolmen, menhir, cartapeste, grotte e masserie) ma dove il nuovo c’è, eccome. Lo abbiamo trovato, per esempio, all’università di Lecce, il cui National Nanotechnology Laboratory è all’avanguardia in Europa; a Nardò, dove il Nardò Technical Center gestisce la pista più veloce del mondo (anche se in questo momento un po’ in difficoltà, per via della crisi economica); nel teatro d’avanguardia (foto sopra) e nel giovane rock salentino. D’altra parte anche con il barocco leccese andò così: oggi per noi è documento di uno splendido momento artistico di tre secoli orsono, ma quando sbocciò era tanto all’avanguardia da essere considerato un laboratorio precoce e importante per quello stile esuberante e decorato che dalla Spagna verrà poi esportato verso le colonie d’oltremare. Buona lettura.

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Filippo Zolezzi