Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
novembre 2010

Piccole Dolomiti

SOMMARIO


Galleria
Reportage The time machine
In viaggio Di museo in museo
Dossier Fauna dell’altro mondo
Echi con variazioni sul tema
Scienza La montagna perforata
Escursionismo Sotto le sfuggenti “grattanuvole”
Alpinismo Che restino Piccole, per sempre
nverno L’Himalaya dietro casa
Cucina Siamo in crisi d’identità?
Guida
Libri
La collezione
Dietro le quinte
Il prossimo numero

 

Così come la Soiusa (Suddivisione orografica internazionale unificata del sistema alpino) precisa, i confini delle Prealpi Vicentine racchiudono un’area assai allargata che parte dalla pianura a nord di Vicenza e si spinge a settentrione fino alla Sella di Pergine, sopra Trento.
All’interno di questo complesso di cime e altipiani si trova il massiccio propriamente detto delle Piccole Dolomiti, che comprende il Pasubio, la catena del Sengio Alto, la dorsale della Carega, e la catena delle Tre Croci.
Anche Montagne mette a fuoco in questo numero una porzione allargata, che, con al centro le Piccole Dolomiti, comprende i rilievi settentrionali dei Lessini e arriva sugli altipiani di Lavarone e Folgaria.
Dalle affollate campagne dell’alto Vicentino, si risale un ripido gradino che dà accesso a questa complessità orografica fatta di boschi, pietraie, pareti tagliate dai sentieri, e slanciate torri di dolomia.
Sono montagne di quota modesta, ma che poste così a ridosso della pianura spiccano per imponenza.
E qui ritorna in mente una considerazione propria di un certo relativismo culturale applicato alla comprensione delle montagne: gli antropologi distinguono i concetti di altitudine e di altezza. Se il primo, l’altitudine, è
il puro annuncio dalla misurazione, cioè il rapporto oggettivo con la quota, retaggio di una cultura positivista applicata alle montagne; la seconda, l’altezza, rappresenta invece la percezione immediata dello stacco dal suolo e attiene più a quella sfera delle emozioni (e dei turbamenti) che spesso i precipizi sono in grado di infondere.
Non essendo dunque montagne intralpine ma periferiche alla catena, le Piccole
Dolomiti occupano una posizione dominante sul mondo circostante. Hanno, è vero,
un’altitudine modesta, ma per chi non le ha osservate da sotto è difficile immaginare quanto alte possano diventare. Saranno “Piccole”, ma come spesso accade con le montagne, molto dipende da come le si guarda.

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Filippo Zolezzi