Montebianco

Dir. Resp.: Sara Bovo

mensile

distribuzione principale: edicola

prezzo: 5.00 euro

Editore: Leditore

 

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Montebianco
mensile
numero di
febbraio 2011

SOMMARIO


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HI-TECH
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Ritorno al futuro
La più bella foto di sci che ho visto in questa stagione era sul cellulare di Alberto Tomba. Lui che scia sulla collina dietro casa a Castel de' Britti, quella dove ha imparato a sciare da piccolo. La foto è della prima nevicata
di novembre. Gli ho detto, me la fai pubblicare. Risposta: ma no dai... (però ci ha pensato). Sale a piedi, scende in poche curve, risale. Totale tre discese e torna a casa. Soddisfatto. Questo è lo sci che si concede Mister Tomba, quello che ha vinto tutto. Ritorno alle origini si potrebbe dire. Una tendenza che si avverte da più parti, nell'aria ci sono parole di chi è stanco della solita sciata dal 3000 a Bormio e va a fare scialpinismo in Valfurva per staccare,
per sentirsi più libero (il diretto interessato leggerà e si riconoscerà). Lo sci, e in generale gli sport invernali, sono un fenomeno dinamico che cambia, corre, rallenta, torna indietro e si avvita su stesso a seconda dei momenti
e dello stato d'animo di chi lo pratica. Non ci sono barriere, non ci sono limiti. Snowboarders incalliti tornano a essere sciatori, sciatori si scoprono telermaker, freerider vogliono fare le Olimpiadi in gigante. Niente è impossibile. La cosa più incredibile è che tutto ciò accade senza che il potere politico ne abbia percezione. Quello continua per la sua discesa piena di dossi, buche, ostacoli. Ogni tanto incontra una valanga ma torna a galla, ce la fa comunque. Il segreto della sopravvivenza (che qualcuno chiama successo) sta nella
capacità di farcela sempre all'ultimo momento, con qualsiasi mezzo. E così, mentre chi pratica davvero lo sport si evolve, guarda, cambia, assorbe, impara, quelli che lo gestiscono s'involvono, chiudono gli occhi e (ahimè) non cambiano mai.
Sara Bovo

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Filippo Zolezzi