Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
marzo 2011

Trieste

SOMMARIO


Portfolio Bora bora bora
Meteo Chiara o scura?
Piazza dell’Unità d’Italia Un balcone per Francesco Giuseppe
Miramare L’impronta di Massimiliano
Miti Il mio amico Italo, il mio amico Giacomo
Scienze La città sapiente
Barcolana Il mucchio selvaggio
Navi Il senso di Trieste per il mare
Caffè/1 Un nero e un capo
Caffè/2 Il profumo della memoria
Caffè/3 Transilvania espresso
Tergeste Quando a San Giusto si parlava latino
Gusto I sapori dell’impero
Sottoterra La Grotta Gigante
Calcio I greghi dell’Union
Nozze carsiche Questo matrimonio s’ha da fare
San Sabba Va in scena l’orrore
Costruire E su questa pietra…
di Melania Lunazzi
Bere La Vitovska frontaliera
San Giusto Il cuore e l’anima
Itinerari Mare, Sapori, Carso

 

La copertina di questo numero di meridiani ha una (piccola) storia che merita di essere raccontata. Come sempre, anzitutto, ne sono state preparate diverse versioni e, solo alla fine, si è cercato di decidere quale fosse la più adatta. Così ha preso avvio la discussione sulle immagini di Miramare, degli antichi caffè, dei velieri e degli splendidi edifici di piazza dell’Unità d’Italia. Il problema, in effetti, era uno solo: comunque la rappresentassimo, Trieste appariva una città nobile e assai poco “italiana” nel senso classico del termine. Riflettendoci, questo concetto non deve sorprendere: asburgica e mitteleuropea per secoli, crocevia di un impero, diventata grande e importante intorno a un porto che era nato per servire il cuore dell’Europa (mentre adesso la concorrenza è altrove), può forse la Trieste odierna ignorare il proprio Dna? E potevamo ignorarlo noi, nel rappresentarla? Certamente no. Ciò che abbiamo
fatto – e speriamo di esserci riusciti – è raccontarne il passato remoto e prossimo con gli occhi e le parole di oggi. Ci siamo così accorti che anche i servizi coniugati al presente (per esempio, le pagine dedicate alla “città di scienza” che attira studenti da ogni Paese) percorrono la stessa traccia di ieri: quella di un luogo che è porta del mondo… più che sul mondo. Dunque non abbiamo più dovuto chiederci se l’immagine della copertina potesse anche essere
evocativa di Vienna, Budapest, Praga… Trieste non replica altri luoghi. È semplicemente così. Una volta tanto, per gioco e per illustrare questo editoriale, eccovi alcune delle altre copertine sulle quali abbiamo riflettuto.

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Filippo Zolezzi