Montebianco

Dir. Resp.: Sara Bovo

mensile

distribuzione principale: edicola

prezzo: euro

Editore: Leditore

 

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Montebianco
mensile
numero di
luglio 2011

SOMMARIO


SuSci
Ferrati in materia
Mauro Corona
Mai provato a due ruote?
Canyon made in Italy
Monte Bondone
Grindelwald
La Thuile
Bardonecchia
Time factory
Dov'è l'outdoor?
Lettere al Direttore
Food and drink
Ecomountain
Curiosità
Montain rescue
Kids
@Mountains
Economia

 

Quando ho conosciuto Mauro Corona non era famoso. Almeno come scrittore. Era un
eccentrico personaggio che scalava e scolpiva. Un buon artista in tutti i due i campi (perchè anche quella di salire le montagne è un'arte). Era a Erto, all'osteria. Sembrerebbe paradossale, ma lui viveva/vive veramente così: cosa_bottega_osteria_montagna_bosco. Aveva appena pubblicato Le voci del
bosco per Biblioteca dell'Immagine e il giochino preferito era quello di scrivere la dedica sul libro cercando di capire a quale albero corrispondesse il carettere del suo interlocutore. Io ero betulla con una punta di acacia. Il giorno dopo siamo andati a camminare, un giro breve per la verità. Lui però aveva
la corda avvolta intorno al braccio come se dovessimo scalare. Ci siamo fermati su un grande sasso a parlare guardando l'orizzonte e, come se mi conoscesse da una vita, ha snocciolato una serie di pensieri fatti su misura per me. Sono tornata a casa pensando alle parole di quell'artista eccentrico, figlio di una montagna aspra e ripida, che aveva scritto 148 pagine raccontando i suoi alberi.
Ho prestato la mia copia de le Le voci del bosco a tutti gli amici che, secondo me, avrebbero potuto capirlo. E ho seguito l'iter scrittorio di Mauro Corona fino a vederlo approdare a Mondadori e ai grandi media televisivi. Il suo è un caso nel mondo della montagna, che troppo poco riesce a sfondare e fare grandi numeri. Da superstite al disastro del Vajont al successo editoriale. Da personaggio
schivo a personaggio e basta. Forse oggi i suoi tratti così forti e irriverenti sono stati enfatizzati in nome di strategie di marketing editoriale. Forse. Però il suo messaggio piace e contiene sempre quel fondo di purezza che gli appartiene per nascita e per storia personale. E l'intervista di Chiara Todesco (pagina 32) lo ritrae perfettamente.

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Filippo Zolezzi