Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
settembre 2011

Valle del Sarca

SOMMARIO


Galleria I profili della Valle del Sarca
Reportage Sogni
Galleria I profili della Valle del Sarca
Competizioni Rock on
Echi con variazioni sul tema
Scienza Cuore di pietra
Arrampicata Trent’anni dopo
Alpinismo La storia siamo noi
Escursionismo Sentieri & ferrate
Mtb Tra viottoli, sentieri e salite...
Scialpinismo Notti bianche sul trittico
Cucina Il Vino Santo
Guida
Biblioteca
Dietro le quinte
Lo scaffale

 

In questo numero, Montagne posa la sua lente su uno dei luoghi più significativi della storia e della cultura alpinistica europea. È la Valle del Sarca, un solco vallivo che dalle sponde settentrionali del Lago di Garda si estende verso nord: all’altezza di Dro cambia nome e diventa Valle dei Laghi, allungandosi fino a Vezzano e Terlago, per poi scendere su Trento aggirando il versante settentrionale del Bondone. È questo un territorio che presenta interessanti peculiarità: altissime pareti di roccia sedimentaria (quelle del Brento e del Casale) dove corrono alcune vie in stile “bigwall” di grande interesse alpinistico, un’infinità di falesie che hanno favorito lo sviluppo dell’arrampicata sportiva, lunghi sentieri-belvedere sulle creste sommitali delle montagne, e la particolare intensità della luce resa abbagliante dai riflessi del lago e dai venti dominanti che puliscono l’atmosfera. Favorite dalle caratteristiche del luogo, dal 1989 le amministrazioni pensarono di buttarsi in un progetto senza precedenti sulle Alpi: sviluppare in modo sistematico l’arrampicata e le attività legate alla montagna. Prima sul Colodri poi su altre falesie di fondovalle (San Giovanni, Spiaggia delle Lucertole, ecc) vennero infissi 10mila anelli resinati. Poi furono ripristinati alcuni sentieri. E oggi il potenziale del cosiddetto Outdoor park risulta vastissimo: si contano 250 chilometri di sterrate e sentieri per mountain bike (che saranno sistemati), 35 falesie, dieci alte pareti con oltre 300 itinerari alpinistici, 11 vie ferrate, due nuovi sentieri attrezzati, centinaia di chilometri di sentieri escursionistici, un bike park per la pratica autorizzata del downhill (in Valle del Diaol) e un nordic walking park. E c’è persino chi pensa a progettare parcheggi di testata serviti da shuttle verso falesie e sentieri (un sondaggio conferma che l’80% degli utenti è favorevole a un sistema di limitazione del traffico privato). Forse l’Outdoor park apparirà un po’ stridente con lo spirito anarchico della cultura alpinistica. Ma ci mette di fronte agli esiti di una gestione consapevole e rispettosa dell’ambiente. Che vale la pena di valutare da vicino.
Marco Albino Ferrari

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Filippo Zolezzi