Montebianco

Dir. Resp.: Sara Bovo

mensile

distribuzione principale: edicola

prezzo: 5.00 euro

Editore: Leditore

 

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Montebianco
mensile
numero di
novembre 2011

SOMMARIO


Promossi e bocciati
Fuoripista
Quesito di Karen
Salus per aquam
Attenzione!
Affari di montagna
Guida alpina
Benni Raich / Il campione normale
Scialpinismo / Argentina
Scialpinismo / Decalogo
Scialpinismo / Italia
Storie / Sci in... Festa
Ski world tour / Dino Bonelli Greatest hits
Climbing / Tutti pazzi per il trad
Inchiesta / Neve low cost
Sestriere vs Limone Piemonte
Aprica vs Madesimo
Selva Gardena vs Fai della Paganella
Skilook / Ipertecnicosupertrendy
Race / Quando il gioco si fa duro
Freeride / The bodyguard
Freeride / Easy rider
Factory / Signora azienda
Nomi / Numeri

 

Ipocrisia?

il Fuoripista di Max Cassani

È il tormentone del momento. La gente va di meno in montagna? Il fatturato del settore è calato del 5%? Marchi tecnici e negozi specializzati sono in profondo rosso? Sci e snowboard perdono sempre più praticanti? “Colpa della crisi”. Già, la crisi. Troppo facile, però – e troppo ipocrita – dare la colpa solo alle tasche sempre più vuote degli italiani, prosciugate impunemente da chi aveva garantito che mai ci avrebbe messo le mani dentro. È vero: in tempi in cui i consumi sono ai minimi storici, una settimana bianca è un lusso per pochi. Per un week-end lungo in montagna durante il ponte dell’Immacolata, una coppia con figlio non spende meno di 700-800 euro solo per l’alloggio, +10% rispetto all’inverno scorso. In più c’è tutto il resto: lo skipass, il panino in rifugio, la cena, il parcheggio, magari anche la scuola sci. Un salasso. Però se Maometto non va più alla montagna, logica vorrebbe che sia la montagna ad andare da Maometto. Sì insomma, ad adoperarsi per venire incontro al turista e a proporre sconti e offerte per attirarlo. Invece no. Cosa fanno consorzi e società impianti per allettare lo sciatore? Ogni anno ritoccano il prezzo degli skipass, giunto ormai a livelli stellari: 48 euro il Dolomiti Superski (2 euro in più rispetto all’anno scorso), 44 Cortina (+2 euro), 43 Courmayeur (+1 euro), 43 Campiglio (45 sotto Natale, +2 euro), “appena” 34 la Via Lattea, l’unica a non aver ritoccato le tariffe. In generale, 1-2 euro di balzello ogni stagione, il 5-6% di aumento a fronte del 2% di infl azione. “Colpa della crisi” replicano gli impiantisti dell’Anef, che lamentano il costante incremento dei costi di gestione. Ma allora non è solo “colpa della crisi” se l’acquisto dei giornalieri cala un po’ ovunque. Se sci e snowboard sono le uniche discipline della neve che stanno perdendo pezzi a beneficio di quelle più “slow”, che non prevedono un ticket: racchette da neve e fondo su tutti. Allora non è solo “colpa della crisi” se la gente, in generale, diserta sempre più le piste e va a caccia solo delle offerte migliori. Coi prezzi impazziti che ci sono in giro, una vacanza sulla neve con tutta la famiglia ormai è roba da ricchi. Ricchi veri, come quelli dipinti dai Vanzina nei loro cinepanettoni. Allora non ci si lamenti, poi, se gli sciatori fanno di necessità virtù e si passano sempre più lo skipass di mano in mano senza acquistarlo in biglietteria: la mattina scio io, il pomeriggio scii tu, sempre con lo stesso giornaliero. Sarebbe contro il regolamento delle società impianti (l’abbonamento è personale e non cedibile), ma non è forse immorale far pagare uno skipass quasi 100 mila delle vecchie lire?

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Filippo Zolezzi