Montebianco

Dir. Resp.: Sara Bovo

mensile

distribuzione principale: edicola

prezzo: 5.00 euro

Editore: Leditore

 

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Montebianco
mensile
numero di
dicembre 2011

SOMMARIO


Promossi e bocciati
Fuoripista
Quesito di Karen
Ieri oggi domani
Carta dei vini
Alta cucina
Under18
Nutrizione
Affari di montagna
Dalla parte di chi vende
Neve low cost
Jon Olsson / Tutto per una scommessa
Piste olimpiche / Stratofana
Freeride / Dieci volte fuori
Freeride / Decalogo
Gite bianche / Prof, ci porti dal maestro?
Scialpinismo / Ma la notte sci!
Ice climbing / ParadIce
Inchiesta / Attrezzo? O educazione e rispetto?
Breuil-Cervinia vs Pila
Cimone vs Abetone
Piancavallo vs Zoncolan
Ski&Hi-tech / Tutto diventa facile
Head / Feet for fun
Caschi&maschere / Must Have
Skiwear / Simply the best
Vaude / Inverno bollente
Factory / Incredibile, ma vera...

 

Un Grande Slam per lo sci
il Fuoripista di Max Cassani
A parte Marzullo a mezzanotte e dintorni, esiste qualcosa di più soporifero di una gara di Formula Uno per appisolarsi dopo l’arrosto della domenica? Come no. Avete mai visto una gara di supercombinata commentata su Rai Sport da Davide Labate? In confronto Carlo Gobbo era un cabarettista. Se però l’effetto di una gara di sci è lo stesso di venti gocce di Valium non è tutta colpa loro, poveri telecronisti. Provate voi a commentare anno dopo anno sempre la solita solfa. Prima manche all’alba, seconda a mezzogiorno e mezza. Sempre le stesse facce, mai un guizzo, un fuori programma. Che so: un Tomba che lanciava coppe di cristallo ai fotografi , che al cospetto di un microfono sproloquiava e si arrotolava nei congiuntivi come neanche Scilipoti. Diciamo le cose come stanno: oggi una gara di Coppa del Mondo è roba da tagliarsi le vene dalla monotonia. Difatti, Kitzbühel a parte, a vederle non ci va nessuno. E anche in tv lo share è ai minimi storici, battuto forse solo dall’edizione della notte del Tg Parlamento. E sì che basterebbe poco per rendere lo sci più appetibile: per i telespettatori e anche per gli sponsor. Se ne parla da anni ma la Fis non ci vuol sentire. Incapacità o troppi interessi in ballo? Probabilmente tutt’e due le cose. Qualche soluzione per svecchiare un po’ la ripetitività del rituale l’aveva già proposta Tomba, ai tempi. Slalom di sera, calendario unico per uomini e donne, più “classiche”. “In questo modo – diceva Albertone – ci sarebbero le condizioni per costruire veri stadi dello sci. Sì, gli sciodromi, come la F1 ha gli autodromi”. Invece oggi ci sono troppe gare (84 quest’anno, tra maschi e femmine), troppe trasferte. Si gareggia e si scappa subito da un’altra parte. Tutto stress per gli atleti e nessuna concessione per lo spettacolo. Caro Kasper, al posto delle noiosissime combinate, perché non pensare a delle formule più appassionanti, stile X-Games? D’accordo lo slalom parallelo in città (quest’anno in programma a Monaco e Mosca), ma perché non aprire al nuovo come sta facendo il Cio, con l’introduzione di discipline più giovani tipo lo slope-style? Perché non prevedere una formula play-off per le gare più prestigiose? Tipo un Grande Slam con eliminatorie il sabato e finali la domenica. Sarebbe certo più emozionante della minestrina riscaldata di oggi. Perché non inventarsi una Coppa Davis dello sci: una specie di Mundialito a squadre magari sotto Natale o a fine stagione, magari presentato da Fiorello? Sa come aumenterebbe l’interesse, signor Kasper? Forse sarebbe la volta buona
che, pur in mancanza di un Thoeni o di una Compagnoni, la gente tornerebbe a seguire lo sci. Che per il momento guarda distrattamente solo mia zia mentre prepara la pasta per gli gnocchi.

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Filippo Zolezzi