Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
dicembre 2011

Sciliar - Alpe di Siusi

SOMMARIO


Galleria I profili dello Sciliar
Reportage La montagna umanizzata
Lettura Mucche all’origine delle Alpi
Echi con variazioni sul tema
Scienza Alto & piano
Inverno Effimere scivolate
Estate Handmade
Bici Mai più senza bicicletta
Cucina L’Alpe in bocca
Guida
Biblioteca
Precisazioni Nell’etica ferrea di Walter Bonatti

 

Su per giù da due secoli a questa parte, un’ingenua semplificazione romantica ci fa credere che le Alpi siano portatrici di bellezza in quanto luoghi incontaminati, e che il paesaggio alpestre sia pura natura da preservare nella sua integra dimensione originale. Natura uguale bellezza , mentre l’agire dell’uomo – dopo le prove che ha dato con scempi e distruzioni dentro e fuori i contesti urbani – non può che produrre un inevitabile imbruttimento dell’ambiente. Dove arriva l’uomo la natura è per forza in pericolo. Niente di più parziale e fuorviante. E Montagne tenta di sfatare questo mito da dieci anni a questa parte, dal primo numero dedicato al Monte Bianco. Le Alpi, anche dove il cemento non è arrivato, sono il prodotto dell’incontro tra uomo e natura (tra cultura e natura, direbbero gli antropologi). Questo incontro secolare ha prodotto ciò che si intende per “paesaggio culturale” (vedi il reportage a pag. 14), di cui l’Alpe di Siusi è un esempio perfetto. All’Alpe di Siusi la civiltà del montanaro si è talmente insediata nella montagna che si trova nascosta nella natura stessa, e che l’occhio inesperto rischia persino di non vedere. Si trova nel verde dei prati sfalciati, nel bruno della terra lavorata. Una natura modificata nei secoli in un continuo ripristino e consolidamento per sopravvivere in equilibrio con le instabilità della montagna: lassù un rimboscamento per riparare la malga dalle valanghe, là la radura per permettere il pascolo, su quel promontorio il terrazzamento per l’orto. Tutto sembra natura, ma è solo, appunto, apparenza. In realtà ciò che ci dice la cultura tradizionale del montanaro è che la mano dell’uomo non è affatto solo distruttrice, ma ci può portare l’esempio di un consolidato equilibrio con l’ambiente, di una vivibilità. Vivibilità, appunto, concetto di cui sentiremo parlare sempre più spesso, che mira a superare ideologismi tardo romantici, e mette al centro l’uomo nella sua ricerca di benessere attraverso le buone pratiche, che qui all’Alpe di Siusi, come vediamo in queste pagine, sono messe in atto da secoli. P.s. per saperne di più sul concetto di vivibilità, consiglio di Ugo Morelli, Mente e paesaggio. Una teoria della vivibilità (Bollati Boringhieri 2011).

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Filippo Zolezzi