Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
luglio 2012

Rifugi d'Italia

SOMMARIO


Dossier Datemi un punto d’appoggio...
Echi con variazioni sul tema
Testimonianze Caro Rifugio,
Intervista Il futuro dei rifugi
Rifugi d’autore La terrazza sul Marguareis
Bivacchi antichi Emozioni in scatola
Rifugi albergo Che fine ha fatto la capanna?
Rifugi storici I gemelli siamesi
Rifugi chalet Una casa tra i boschi
Bivacchi moderni Tra deserto e mare
Libri
La collezione
Il prossimo numero

 

Come racconta ai lettori di Montagne Lorenzo Naddei, guida naturalistica e tra i più assidui frequentatori di rifugi che io conosca, fino a una decina di anni fa alle guide come lui che organizzavano trekking di più giorni venivano poste le solite domande di rito: «Dove si va?», «È un bel posto?», «Cosa devo portarmi?». Oggi, dice Naddei, gli interrogativi sono altri: «Com’è il rifugio?», «Come si mangia?», «C’è la doccia?». I rifugi, così rivela nel suo insieme questa monografia, si sono adeguati alle richieste più esigenti dei frequentatori dell’alta montagna, e non sono più solo punti di appoggio per avvicinarsi agli attacchi delle vie, o ripari d’emergenza. Da tempo sono diventati mete vere e proprie. La notte in rifugio è divenuta essa stessa lo scopo del viaggio. E allora qual è l’esperienza emotiva che ci si aspetta in una notte passata in alta montagna? I pasti più curati o le docce calde sono solo piccole comodità, dettagli per confortare una serata. La ricompensa emotiva dopo la salita sta altrove. Sta tutta in una certa ritualità che porta a sublimare il malinconico isolamento della notte in montagna: le stelle, la luna, il buio sono ancora più misteriosi in riva a un ghiacciaio o sotto una grande parete, e allora ci si rinchiude nell’incanto rassicurante delle serate in rifugio, in quel galateo così particolare imposto dagli spazi ristretti. Sarà a quel punto che coglieremo tutta un’estetica della misura e della frugalità in grado di farci sentire, oggi come un tempo, in un luogo finalmente diverso. P.s. continua il sondaggio “Il rifugio del cuore” che sta avendo un’isperata partecipazione: sono migliaia e migliaia i pareri pervenuti. Ci tengo a ringraziare tutti per l’attenzione dimostrata e rimandare a novembre con i risultati dei primi dodici rifugi più amati, che saranno i soggetti delle fotografie per il calendario 2013.

Marco Albino Ferrari

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Filippo Zolezzi