Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
novembre 2012

Val di Mello

SOMMARIO


 

Per dare significato all’insieme delle norme utili a governare le aree protette, la legge sui parchi varata nel 1991 (la numero 394) – peraltro oggi messa in discussione da disegni di modifica – ha un compito cruciale e necessario: stabilire quali sono i valori dell’ambiente sui cui fondare la politica di protezione.
Un obiettivo alto, che ha a che fare con il rapporto stesso tra uomo e natura, del quale si discute dalla notte dei tempi. La legge intende proteggere territori ricchi di «valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi… e ancora paesaggistici ed artistici, e i valori delle tradizioni culturali delle popolazioni locali». È una definizione aperta e diplomatica (come spesso capita nella legislazione italiana) dove convivono aspettative diverse. Poi la legge entra più nel dettaglio per definire cosa sono le riserve naturali, ciò che è diventata la Val di Mello dal gennaio 2009. Le riserve sono «aree che contengano una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna..». È dunque su «singole specie rilevanti» che si è
ritenuto necessario istituire la Riserva naturale della Val di Mello. Si sa, entro certi limiti le definizioni possono essere modellate a piacimento: qui però Montagne ne vuole introdurre una nuova (presa a prestito da una certa cultura ambientale di matrice americana). La Val di Mello – pensiamo noi – andrebbe protetta per la sua unicità paesaggistica, per la sua “individualità” irripetibile e senza eguali. Così facendo si introdurrebbe un nuovo valore non contemplato tra i tanti oggi inseriti nella legge italiana. Che è il valore della “monumentalità”, di cui parla Jacopo Merizzi. La Val di Mello come vero e proprio Monumento della natura. Luogo che andrebbe percepito nel suo insieme omnicomprensivo della storia montanara e di quella alpinistica, delle rocce, delle acque. Un luogo di sintesi.
Oggetto che tutto incorpora e lascia stupiti. Un monumento, appunto. Il cui valore ultimo sarà maggiore della semplice somma di tutte le sue componenti (comprese le diverse «singole specie rilevanti»).
P.S. dimenticavo: novembre 2002 – novembre 2012, Montagne compie dieci anni. Grazie a tutti per la fedeltà. E buona lettura!
Marco Albino Ferrari

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Filippo Zolezzi