Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
marzo 2013

Sardegna

SOMMARIO



Galleria Tra Gennargentu e Supramonte
Reportage Omerico è questo mondo
Echi con variazioni sul tema
Dossier Il parco che non c’è
Escursionismo I gemelli diversi
Passioni Selvaggio blu
Testimonianza Primi passi nell’ignoto
In verticale La nostra terra di mezzo
Esperienze
Cultura L’isola delle storie
Cucina Fast & slow
Guida

 

Sardegna, quasi per chiunque, significa mare. Ed è questa una curiosa alterazione dell’antica cultura isolana, che non è mai stata veramente marinara. Gente di montagna – ci dice uno sguardo più attento – attaccata alla pietra e agli aridi pascoli dell’entroterra. In questo numero, Montagne si ritaglia una parentesi da Alpi e Appennini per affacciarsi su un territorio dalle caratteristiche morfologiche molto particolari, dove le elevazioni, anche le maggiori, sono di modesta entità, ma la durezza dei luoghi e la vastità degli spazi ci faranno sentire di nuovo a casa, come nelle più selvagge valli a cui siamo abituati. È una montagna che parte direttamente dal mare con balzi rocciosi simili a pareti dolomitiche – lo si vede percorrendo uno dei trekking più avventurosi d’Europa, Selvaggio blu (vedi pag. 68) – per poi distendersi sul sistema di altipiani del Supramonte, e risalire infine tra gli scisti del Gennargentu, dove tutto culmina ai 1834 metri di Punta La Marmora. In questo viaggio in Sardegna si è deciso di concentrarsi proprio tra Supramonte e Gennargentu, la parte montuosa più significativa. E come base ideale si è scelto il paese di Baunei. Pur trovandosi a soli 480 metri di quota, Baunei è di fatto tra i paesi più montani dell’isola. Si trova in uno dei luoghi più spettacolari, eppure lassù il turismo di massa non è mai arrivato: a Baunei esiste un solo albergo che ha aperto da pochi mesi. Qui dunque inizia il nostro viaggio nel cuore di pietra dell’isola. E ci si accorgerà subito che in Sardegna è appunto la pietra, non il mare, l’elemento veramente caratterizzante. D’altronde – è meglio non dimenticarselo – i sardi usano mettersi una piccola pietra in tasca al posto di fare il nodo al fazzoletto: sa pedra de s’arregordu, si dice. È la pietra che ti aiuterà a non dimenticare.

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Filippo Zolezzi