Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

  Home Editoria

le Testate che collaborano (31)>>
I PERIODICI IN EDICOLA (5) >>
381 Recensioni
 

Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
maggio 2013

Dolomiti - Alta Via 3

SOMMARIO


Introduzione 1969 Nasce l’idea della terza alta via
Echi con variazioni sul tema
Reportage Sui sentieri dei camosci
Ferrate Passaggi aerei
Approfondimenti La rete, in viaggio sulle altre alte vie
Lettura Neve sulla via dei ricordi
Idratazione Nella borraccia
Guida
Libri

 








Gli anglofoni lo chiamano downshifting, che in italiano si potrebbe tradurre con “vivere in semplicità”. È un fenomeno di cui oggi si parla sempre più diffusamente: rinunciare alla carriera, allo stress della città, e scegliere un’esistenza più semplice, sana, a contatto con la natura, magari dedicandosi a un lavoro manuale. Escono articoli e libri (Simone Perotti, Adesso Basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita), si organizzano convegni. Per molti ritornare alla terra è un sogno, per alcuni un progetto di vita (gli istituti agrari registrano un boom di iscritti, più 29 per cento), per altri è già una realtà. È il caso dell’autrice del reportage ospitato in questo numero. Si chiama Federica Invidia Da Forno. Laureata in architettura, dopo aver svolto la professione per nove anni decide di mollare tutto, carriera, clienti danarosi, appartamento in città, e di abitare con suo marito Nicola in un’antica casa (riassettata grazie a un mutuo) a Pozzale, frazione in quota di Pieve di Cadore, dove ha allestito un piccolo laboratorio per il latte. Poi sono arrivati i figli, e piano piano l’impresa è cresciuta. Oggi Federica e Nicola hanno cinque vacche e una ventina di capre da latte che danno una dozzina di chili al giorno di formaggio: quanto basta per vivere (e pagare il mutuo). «Quando siamo partiti
con i lavori abbiamo trovato la montagna abbandonata, i pascoli dovevano essere ripristinati, così come le aree destinate allo sfalcio», racconta. Lavoro duro, certo, ma così facendo Federica non solo ha trovato ciò che cercava, aiuta anche a tenere in vita la montagna, quel magnifico paesaggio culturale che è stato modellato nei secoli dai montanari, e che oggi spesso si sta rinselvatichendo. A lei è stato dunque affidato il racconto dell’Alta Via n°3, itinerario che conosce bene per averlo più volte percorso. Dopo la monografia dedicata all’Alta Via n°1 delle Dolomiti (2011), dopo l’Alta Via n°2 dello scorso maggio, torniamo su uno dei trekking più grandiosi delle Alpi, lasciandoci guidare da chi, per la vita, ha scelto di amare la montagna.

visita il sito >>

 

Filippo Zolezzi