Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
settembre 2013

Dal Grossglockner al Carso

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Introduzione Nascita di una regione alpina...
Galleria 1 Dal Grossglockner alle Giulie
Reportage 1 Dove suona la “campana”
Scaffale 1 Un grande laboratorio...
Guida 1
Galleria 2 Dalle Giulie al Collio
Reportage 2 Confini, non più frontiere
Scaffale 2 I grandi alpinisti, le memorie...
Guida 2
Galleria 3 Dal Collio al mare
Reportage 3 Un piccolo mondo magico
Scaffale 3 Parlando di Gole, falesie e alture...
Guida 3

 

Lunga e tortuosa è stata la via per definire che cosa sia uno spazio geografico.
Oggi si è arrivati a dire che non occorrono confini scritti, toponimi o segni particolari sulle cartine: uno spazio geografico, un luogo, diventa tale semplicemente quando gli diamo un senso. Questi sono i temi che investono la geografia contemporanea: da mero studio classificatorio-nozionistico, oggi “fare geografia” significa mettere al centro l’uomo e interpretare i significati che vengono attribuiti ai diversi territori (come spiega Giuseppe Dematteis). È su tali presupposti che Montagne si avvicina all’Alpe Adria. Una regione senza confini né un toponimo ufficiale che la rappresenti sugli atlanti. Eppure un luogo che esiste, e si fa riconoscere, soprattutto per il mondo di lingua tedesca che lo identifica all’estremo oriente della catena alpina, tra Carso, Valli del Natisone, Alpi Giulie, Carniche, laghi carinziani e Alti Tauri. Alpe Adria è soprattutto un posto ideale, costituito da culture diverse tra loro, che si afferma nella volontà di realizzare buone pratiche comuni, come l’individuazione di antichi sentieri transfrontalieri o la tutela ambientale senza confini, o la rivisitazione di una memoria storica condivisa. L’Alpe Adria, lo si vedrà leggendo queste pagine, è uno dei tentativi per emancipare le montagne da luogo di marginalità votato solo all’industria del turismo di massa, e incominciare a immaginare una nuova geografia delle Alpi. Verificheremo tutto questo attraverso l’Alpe Adria trail, il lunghissimo sentiero disegnato grazie al contributo di esperti dei club alpini sloveni e austriaci, e dai Cai di Tarvisio, Gorizia, Cividale e dalla sezione XXX Ottobre di Trieste. Un’alta via che non punta dritta alla meta, ma divaga per raggiungere i punti più interessanti; ed è percorribile, a seconda delle tratte, in tutte le stagioni. Ognuno potrà decidere di spezzarla, magari riprendendola in momenti diversi della vita, costruendosi così una propria geografia ideale.

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Filippo Zolezzi