Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
novembre 2013

Viaggio in Dolomiti


SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Introduzione Dolomiti, dove tutto si tiene
Reportage Ecco... guarda lassù! Accostiamo?
Escursionismo A piedi per conoscere
Alpinismo Dolomiti mutanti
Approfondimenti Dolomiti Unesco. Lavori in corso
Libri Le Dolomiti dalla A alla Z
Guida
Scaffale

 




Il 13 settembre 1909 è un giorno-chiave nella storia delle Dolomiti.
Viene inaugurato un prodigio di ingegneria civile: la Grande strada delle Dolomiti, 109 chilometri tra Bolzano e Cortina, attraverso il Passo di Costalunga, il Pordoi, il Falzarego.
È un giorno di festa soprattutto per il promotore della strada e del turismo alpino, l’avvocato di origini greche Theodor Christomannos. «Dove arrivava la strada» spiega il Nostro, «si possono costruire alberghi. E tante più strade si apriranno, tanto più si affermerà la bellezza del luogo». Si apre l’epoca dominata dalle crescenti esigenze del turismo.
Verranno tracciate decine di carrozzabili per «affermare la bellezza del luogo»: le più emblematiche sono quelle delle Lavaredo (anni Trenta), del Passo Giau o del Nigra (anni Sessanta).
L’auto-turismo in Dolomiti – e più tardi il moto-turismo – simboleggerà il raggiungimento della libertà individuale attraverso la tecnica, su una rete stradale senza limiti che avvolge un universo fattosi amico, quasi domestico.
Le Dolomiti sono diventate così le montagne più frequentate del mondo, le più fotografate, le più famose.
E, dunque, anche le più piegate – tra souvenir e visioni da cartolina – agli stereotipi dell’immaginario urbano.
Poi, esattamente a cento anni da quel giorno-chiave (nel 2009), i Monti Pallidi sono entrati a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Un riconoscimento alla magnificenza dei luoghi, certo, ma anche un’attribuzione di responsabilità per ripensare a nuovi patti con l’ambiente.
Così Montagne è partita su quella stessa rete di strade per scavare sotto la superficie tutta luccicante voluta nei decenni del marketing turistico. E per trovare la varietà umana che vive in quelle valli, i problemi, le aspirazioni, e gli antichi retaggi che resistono addirittura dal Medioevo. Un viaggio oltre la rappresentazione da cartolina a cui siamo abituati.
Tra le montagne «più belle del mondo».

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Filippo Zolezzi