Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
gennaio 2014

Valle di Susa

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Reportage Alla ricerca di un altra velocità
Parchi D acqua, di roccia e di legno
Riletture Prime scie
Inverno La buona neve
Estate Dora in avanti
Bici La valle su due ruote
In verticale Osa osa sempre
Cucina Dalla sussistenza alla vera eccellenza
Libri Alta velocità, schegge di memoria e...
Guida
Collezione
Il prossimo numero

 

Già da una prima occhiata alla plastigrafia inserita alle pagine 26-28, ci si accorge come la Valle di Susa non sia un entità geografica unitaria e lineare. Penetra nella catena sul confine tra Graie e Cozie, e si ramifica formando una serie di convalli, di valloni e di canyon laterali che conducono a numerosi passi, intervallivi e transalpini. Dal suo sbocco verso la pianura, che. lambisce la cintura periurbana di Torino, sale gradatamente verso Susa, a quota cinquecento, dove si dirama verso di verse testate. Più che di una semplice valle, dunque, si dovrebbe parlare di un area montuosa complessa, suddivisa sostanzialmente in due parti: Bassa Valle e Alta Valle. Differenti da più punti di vista: fisico, culturale, politico. La Bassa Valle - asse viario strategico attraverso la catena - ha conosciuto un lungo processo di industrializzazione, poi entrato in crisi. Il tessuto sociale, però, non si è sfilacciato: ha ritrovato anzi un fortissimo elemento aggregante avversando i progetti della linea ad alta velocità Torino-Lione. Da Susa in su, o sarebbe meglio dire da Gravere dove ancora esiste un antico cippo di confine, si entra in Alta Valle, cresciuta nel Novecento con la monocultura degli sport invernali e con il fenomeno delle seconde case (e oggi non interessata dalla Tav). Ma le differenze non finiscono qui: Alta Valle - che per ragioni storiche si dovrebbe chiamare Valle di Oulx - è stata per quattro secoli un mondo alpino a sé, oggi da molti idealizzato per la sua organizzazione politica illuminata, la repubblica a suffragio diretto degli Escartons (vedi Montagne n° 51 e n° 64). Gli Escartons comprendevano un ampia porzione montuosa tra la Francia e diverse alte valli piemontesi. Cosa è rimasto di quella felice esperienza conclusasi a inizio Settecento? Un confine culturale evidente, che contribuisce oggi ad orientarci in una doppia entità geografica, Bassa e Alta Valle di Susa.

Marco Albino Ferrari

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Filippo Zolezzi