Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
maggio 2014

Appennino Tosco-Emiliano

SOMMARIO


Galleria
Introduzione In bilico sulla Penisola
Reportage Into the wild
Verticale Di roccia e di neve
Speleologia Le impronte del tempo
Etnografia Assenze
Ricerca Sulle tracce del lupo
Libri In punta di Appennino
Guida
Attrezzatura Per i sentieri
Collezione
Il prossimo numero

 

Durante i passati tredici anni di pubblicazioni, Montagne ha dedicato tre monografie a gruppi dell’Italia peninsulare: al Gran Sasso (n° 7, marzo 2004), alle Alpi Apuane (n° 31, marzo 2008) e ai Sibillini (n° 58, settembre
2012). Oggi torna a sud delle Alpi per posare la lente su un’infilata di cime lunga circa 210 chilometri. È l’Appennino Tosco-Emiliano, unito a nord con l’Appennino Ligure attraverso il Passo della Cisa (1039 m) e, a sud, con l’Appennino Umbro-Marchigiano attraverso la Bocca Trabaria (1049 m). Dalla lunga dorsale spartiacque discendono, a mo’ di lisca di pesce, numerose vallate parallele: le più alte e caratterizzate da brughiere e praterie battute dal vento (dove il limite della vegetazione d’alto fusto è a 1600 metri) si trovano a settentrione, nelle provincie emiliane di Parma, Reggio, Modena e Bologna. Mentre a mano a mano che si avanza verso sudest le quote diminuiscono e le maggiori elevazioni, specie nel settore dell’Appennino Romagnolo, sono ricoperte da estese foreste miste, da faggete d’alto fusto e dalle vaste abetine che risalgono alle piantumazioni medievali da parte dei monaci benedettini (Casentino). Affrontiamo questo articolatissimo territorio montuoso lungo un
trekking aperto di recente, l’Alta Via dei Parchi, che con le sue 27 tappe, zigzagando per quasi cinquecento chilometri, tocca tutti gli ambienti, spesso all’interno di aree protette, dai parchi nazionali ai siti Rete Natura 2000. Lo ha percorso per intero (e nelle diverse stagioni) lo scrittore bolognese Enrico Brizzi. Con lui ci incamminiamo sulle tracce di antiche civiltà montanare ormai tramontate, penetriamo in aree quasi abbandonate dall’uomo dopo l’esodo degli anni Settanta e popolate da un numero crescente di animali selvatici. Passiamo nei luoghi di Francesco e puntiamo a sud, per sconfinare nel Montefeltro, al Parco del Sasso Simone e Simoncello, dominato già dai grandi tavolati pascolivi, ultima propaggine dell’Appennino chiamato ancora Tosco-Emiliano, prima della Bocca Trabaria.

Marco Albino Ferrari

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Filippo Zolezzi