Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
luglio 2014

Engadina, estate

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Galleria
Reportage Chiedi all’acqua
Approfondimenti Tra stereotipi e miti
In quota I sentieri e oltre
Letture Guidami in cima
Natura Per sempre
Cucina Il Quench d’alta quota
Libri Engadina ieri e oggi
Guida
Collezione
Il prossimo numero

 

Sicuramente non sono il solo, ma ciò che mi ha sempre stimolato riflessioni fantasiose, una volta superato il confine elvetico, è osservare quella certa mentalità degli svizzeri che tende ad attribuire a ogni cosa, a ogni aspetto della vita, un senso univoco, indubitabile, ordinato. L’ordine, fateci caso, non solo domina nel paesaggio – con le architetture che non derogano mai dagli stili ricorrenti, con i sentieri perfettamente segnalati da cartelli unificati, con le siepi livellate dalla mano di chirurghi prestati al giardinaggio –, il senso di disciplina governa anche il modo in cui gli svizzeri si raccontano, e dunque si immaginano. Prendete un dépliant o una guida turistica. Non sarà difficile trovare la solita lista dei diversi primati del luogo, messa lì in prima linea a giustificarne l’eccezionalità. I record sono un vero vezzo locale (vedi pag. 36). La tal valle ospita il lago più profondo, quell’altra è circondata dalle rocce più dure, l’altra ancora ha il fiume con più portata d’acqua. La misurazione, si sa, è molto più univoca, indubitabile, ordinata della descrizione, che al contrario se ne va in libertà. Ai turisti viene detto che in Engadina si trova la stazione di rilevamento dati meteorologici più antica della Svizzera, l’aeroporto e il campo da golf (di Samedan) più in quota; poi la torrefazione (di Zuoz) e il passo ferroviario (del Bernina)… i più alti. E ancora la più antica produzione di orzo da birra, così come la lampadina elettrica (del Kulm Hotel di St. Moritz) e la funicolare (di Muottas Muragl), o il parco nazionale, anche loro i più antichi. La lista dei superlativi relativi potrebbe proseguire. Ma non ci si deve lasciar impressionare. Ogni luogo in fondo può vantare un primato: gratta gratta lo si trova. Il dato significativo per il viaggiatore è un altro. Cercatelo nello spirito di chi si innamora dei record. Ah, dimenticavo: il Tetto dell’Engadina, il Bernina, è il gruppo di Quattromila più a oriente delle Alpi… non lasciatevelo sfuggire!
Marco Albino Ferrari

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Filippo Zolezzi