Meridiani Montagne Speciali

Gli speciali di meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 77182517653

distribuzione principale: edicola

prezzo: 8,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne Speciali
Gli speciali di meridiani Montagne
bimestrale
numero di
ottobre 2014

Le Ande, Cordigliera Patagonica 1

SOMMARIO


 

A otto anni di distanza dalla prima serie dedicata alle grandi catene extraeuropee, con l’Himalaya e il Karakorum (La Via dell’Everest, Alle Sorgenti del Gange, La Via del K2, raccolte anche in cofanetto per le librerie dopo l’uscita in edicola), Montagne torna a guardare lontano dalle cime di casa e si affaccia con tre nuovi Speciali su una catena immensa, che è diventata per antonomasia il luogo delle vastità, dell’esotico, e il sepolcro di favolose civiltà rimaste indecifrate.
Le Ande. Settemila chilometri di montagne a ridosso dell’Oceano Pacifico. Una varietà di ambienti d’alta quota senza eguali, con oltre centoSeimila e infinite cime e valichi ad altezze vertiginose. Coni di vulcani solitari e serie di catene parallele che emergono dai caldi dell’Equatore e si insinuano nel continente puntando verso sud, tra deserti stepposi, foreste pluviali, vastissime distese di ghiacci, fino ai venti dominanti delle regioni sub-antartiche. Dopo questo numero dedicato alla Patagonia (che concentra maggior attenzione al massiccio Cerro Torre-Fitz Roy) passeremo all’Aconcagua e ai vulcani della Puna nel deserto di Atacama, accompagnati da Isabel Suppé, alpinista e scrittrice di fama internazionale.
E a conclusione della serie, andremo sulle cordigliere Blanca, Huayhuash e Real, magnifiche montagne di ghiaccio percorse da sentieri millenari, tra Perù e Bolivia, nel cuore del mondo incaico. In quell’ultimo numero, in uscita a dicembre, pubblicheremo un reportage con le ultime novità sui rifugi e i trekking appena tracciati. L’autore sarà il geografo ed esploratore Franco Michieli, che per anni è tornato tra le cordigliere andine spingendosi anche in luoghi semisconosciuti per colmare lacune cartografiche e formare le prime guide alpine locali. Tengo a ringraziare tutti i collaboratori che hanno viaggiato in quei luoghi agli antipodi, e in particolare Michieli per l’imponente lavoro di ricerca e vaglio degli itinerari, indispensabile a realizzare questa appassionante e inedita avventura editoriale.

 

Filippo Zolezzi