Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
dicembre 2014

Cervino

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Introduzione 150 anni fa
Storia 1865 Edward Whymper, Walter Bonatti 1965
Reportage Countdown
Approfondimenti Simbolo, segno, significato
Alpinismo 4 facce della storia
Escursionismo Passo dopo passo
Miti Moderni Mezzalama
Libri Un paradiso perduto?
Film Oltre 100 anni di riprese
Guida
Collezione
Il prossimo numero

 

Il simbolo, si sa, è ciò che riesce a evocare qualcosa di astratto, di intangibile e lontano da sé. Il simbolo è un elemento materiale al quale, per convenzione, leghiamo un elemento immateriale. Naturalmente questo meccanismo di
associazione vale anche per certe montagne che definiamo “simboliche”. Vale per esempio per l’Everest, montagna-simbolo del primato. O per il Cervino, montagna-simbolo della bellezza alpina. Non sembrerà strano dunque se proprio per quel potere di evocare altro da sé, sia l’Everest sia il Cervino siano diventate
oggetto del desiderio di una vastissima moltitudine di persone; ben più strano è però che quelle stesse persone – e qui veniamo al punto – si dichiarino genericamente disinteressate a tutte le altre montagne, come fosse proprio quella, la loro, l’unica esistente. Ogni anno sono in centinaia che si mettono in
coda per raggiungere la cima dell’Everest, ma la maggior parte dei pretendenti al Tetto del Mondo dichiara candidamente di non aver mai fatto alpinismo. Così avviene sul Matterhorn, lungo la Cresta dell’HÖrnli. Molti dei clienti che si presentano all’ufficio guide di Zermatt – racconta la guida svizzera Gianni
Mazzone (vedi pag. 51) – «non sono il prototipo dell’appassionato di alpinismo,
anzi. Spesso l’unica montagna che desiderano salire è il Matterhorn, che li ha conquistati il tal giorno della loro vita rigirando tra le dita una cartolina
o guardando un’immagine appesa sul muro di qualche ufficio». È questa la forza dei simboli: aggiungere significati, accendere desideri. Ed è proprio ciò che vorremmo capire in questo numero di Montagne dedicato al Cervino, in occasione dei 150 anni dalla prima salita. Vorremmo smontare quel simbolo pezzo per pezzo, e, se l’operazione riesce, rimontarlo in una dimensione meno passiva e con una po’ di consapevolezza in più.

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Filippo Zolezzi