Meridiani Montagne Speciali

Gli speciali di meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 77182517653

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,90 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne Speciali
Gli speciali di meridiani Montagne
bimestrale
numero di
giugno 2015

Montagne e Ferrate in Dolomiti 2

SOMMARIO


Introduzione. Tra le ultime nate
Gruppo del Brenta. Bocchette la strada nella roccia
Dolomiti bellunesi. Sui sentieri dimenticati
Pale di SanMartino. Punti fermi
Civetta. Di rocce e di ferro
Tofane 1. Il grande giro... e altre storie
Tofane 2. Cortina di ferro
Dolomiti friulane. Alta via dei silenzi
Vetrina
Rifugi e bivacchi

 

A distanza di un anno dalla prima raccolta di articoli dedicati ai sentieri e alle vie ferrate sui Monti Pallidi (con i gruppi Marmolada, Latemar, Catinaccio, Sciliar, Sassolungo, Sella e Fanes), ecco il secondo numero di Montagne “Collezione”, che completa l’opera abbracciando Brenta, Pale di San Martino, Civetta, Tofane, Dolomiti Bellunesi e Friulane.
Anche qui troverete gli articoli già apparsi nel corso degli anni all’interno delle diverse monografie della rivista: i contenuti sono stati poi aggiornati per garantire indicazioni attuali e attendibili. Mentre nell’articolo di introduzione vengono segnalate le ultime ferrate aperte e gli itinerari più recenti. Sentieri, alte vie, ma soprattutto ferrate, che negli ultimi anni – nonostante le mode diffondano approcci alla montagna sempre più sportivi e alla ricerca della performance – continuano a esercitare un grande richiamo. Oggi, giustamente, di nuove ferrate non ne vengono quasi più aperte (le pareti dolomitiche son già sature di ferri infissi): si tende invece a risistemare quelle esistenti. E l’impegno non è poco: la Sat di Trento, per esempio, dal 2006 a oggi ha rinnovato il 52 per cento dei 188 percorsi attrezzati del Trentino, con una spesa media di 170 euro al metro. E se un tempo le attrezzature erano spesso diverse tra via e via (si poteva addirittura riconoscere la mano dell’artigiano che aveva realizzato la tal scala in metallo), oggi ci si attiene più a protocolli unici e a standard di qualità. In questo modo lifting e riattrezzature faranno perdere un po’ dell’antica originalità delle vie, ma garantiscono una maggiore sicurezza, anche a chi vuole assaggiare per la prima volta il vuoto e avvicinarsi alla roccia. Buona estate in Dolomiti.

 

Filippo Zolezzi