Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
luglio 2015

Parco Nazionale dello Stelvio

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Inchiesta Caro Stelvio
Portfolio Polifauna
Miniature Bug’s life
Bici Il parco sotto le ruote
Estate In quota
Lettura I vagabondi della montagna
Tendenze La fucina dei campioni
Libri Le leggi del mutamento
Guida
Vetrina
Collezione

 

Con il Gran Paradiso e le aree protette d’Abruzzo e del Cilento, lo Stelvio è uno dei quattro “parchi storici” italiani, ovvero i parchi nazionali istituiti con largo anticipo sulla Legge Quadro del ‘91. Lo Stelvio venne fondato nel 1935, anche grazie alle campagne di sensibilizzazione intraprese dal Cai e dal Tci. Ma i suoi confini furono tracciati in modo disomogeneo e finirono per comprendere zone disabitate in Lombardia, così come nelle valli trentine di Pejo e Rabbi, e zone popolate e sfruttate dall’agricoltura come nella germanofona Val Venosta. In quel modo il fascismo intendeva far sentire la propria autorità in aree estranee alla cultura italiana. E fu un errore. Un errore che ancora oggi si ripercuote nelle politiche di gestione dell’area protetta e legittima spinte centrifughe (soprattutto da parte della provincia di Bolzano) che puntano a una gestione autonoma. Se oggi la proposta di Bolzano venisse attuata il parco subirebbe uno vero e proprio smembramento, che comprometterebbe la tutela dell’ambiente su ampia scala. Le voci contrarie a queste modifiche sono numerose e variegate. Cai, Cipra, Enpa, Fai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Sat, ProNatura, Tci, Wwf e altri lanciano un progetto che muove in senso contrario a quello di Bolzano. La cordata di associazioni non punta a frazionare ma a unire: disegna un nuovo parco che abbraccerebbe diverse aree protette limitrofe già esistenti. Lo chiamano Parco europeo delle Alpi centrali (Peace), e dovrebbe comprende lo Stelvio, quello nazionale svizzero dell’Engadina, i cinque parchi regionali dell’Adamello-Brenta, dell’Adamello lombardo, del Garda, delle Orobie valtellinesi, e bergamasche, in più due riserve della biosfera Unesco, la Val Monastero e le Alpi Ledrensi. Noi sosteniamo il Peace, perché significherebbe la nascita di una vastissima area tutelata nel cuore dell’Europa (il parco più grande del continente), che potrebbe promuovere una visione tutta nuova della natura alpina. Al di là dei confini e degli egoismi locali o nazionali. Ne parleremo anche nei prossimi numeri.

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Filippo Zolezzi