Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
settembre 2015

Riserve naturali su Alpi e Appennini

SOMMARIO


Echi con variazione sul tema
Introduzione Perdersi...
Reportage Wilderness
Paesaggi Nuovo mondo antico
Alpi Lepontine La più grande wilderness d’Italia
Dolomiti Bellunesi Il giardino segreto delle Dolomiti
Appennino Ligure Oltre il recinto, un viaggio nel tempo
Appennino Tosco-Emiliano Dall’altopiano all’orrido nascosto
Appennino Tosco-Romagnolo Fabio Clauser e le riserve italiane
Appennino Calabro Oltre la piccola Ayers Rock calabra
Libri Eco pensieri
Film Riprese selvagge
Dietro le quinte
Vetrina
Collezione

 

La riflessione sul legame che unisce l’uomo alla natura accompagna fin dall’inizio la storia della filosofia. Ma è solo in età moderna, e dopo le rivoluzioni industriali, che ci si chiede come fare a creare una distanza di rispetto tra noi e la casa in cui abitiamo. Secondo quali principi si dovrebbe proteggere l’ambiente? Oggi sono state messe in atto diverse soluzioni, che, a volte, sembrano partire da presupposti discordanti tra loro. Riserve e parchi, per esempio, esprimono due concetti apparentemente opposti. I parchi sono costituiti da aree rilevanti – come recita l’articolo 2 della Legge Quadro del 1991 – «per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi, e ricreativi tali da richiedere l’intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future». È dunque chiaro che la conservazione di queste aree sia finalizzata a soddisfare un bisogno dell’uomo «…per le generazioni presenti e future». Il parchi nazionali si rivelano così anche degli attrattori turistici, arrivando al paradosso, in alcuni casi, che al loro interno si contino molte più presenze che nei territori limitrofi. Le Riserve dello Stato si scostano da questa prospettiva antropocentrica, per tendere a una posizione ecocentrica nella quale il primato spetta, appunto, alla natura. Le riserve sono più piccole dei parchi (molto spesso sono il cuore di massima protezione dei parchi stessi) e prevedono limitazioni più restrittive nel rispetto degli equilibri che si vogliono conservare. Quello che proponiamo nella pagine seguenti è un viaggio nelle riserve-simbolo delle Alpi e degli Appennini. Un percorso in sei tappe nelle zone meno battute e più tutelate. Dove a volte è permesso entrare attenendosi a vincoli precisi, e altre, come nella riserva di Sasso Fratino (istituita nel 1959 grazie al padre delle riserve italiane che incontriamo a pagina 100) è possibile soltanto osservare gli ambienti dall’esterno, lungo i sentieri che lambiscono i confini. Sarà comunque un’esperienza emozionante passare accanto a luoghi dove l’uomo è interdetto da oltre mezzo secolo.

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Filippo Zolezzi