Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
novembre 2015

Puez-Odle

SOMMARIO


Echi con variazione sul tema
Galleria Tra Odle e Puez
Reportage La mia valle, la mia Heimat
Storie Quel treno per Plan
Parco Come si mantiene un equilibrio dinamico
Estate/Inverno In cammino nelle stagioni
Alpinismo Sono Luis, il grande scalatore
Libri Odle & Co
Estetiche La cartolina delle Dolomiti
Cucina L’insalata era nell’orto
Guida
Vetrina
Collezione
Il prossimo numero

 

Quando nel 1975 alcuni gruppi spontanei sensibilizzati anche dal padre di Reinhold Messner riuscirono a raccogliere settemila firme contro il progetto di una nuova stazione in Val di Funes e contro il collegamento con la Val Gardena attraverso l’area di Rasciesa e Malga Brogles, qualcuno pianse lacrime amare vedendosi sfumare sotto gli occhi l’affare della vita. Oggi, però, sono in molti a sorridere. Sorridono i gardenesi, che hanno comunque il loro immenso carosello con 200 impianti di risalita; e soprattutto sorridono gli abitanti della Val di Funes, che proprio nell’assenza di una vera stazione sciistica hanno potuto conservare intatto il loro pregiatissimo paesaggio culturale, alimentando così una frequentazione intelligente e consapevole, che cerca approcci più profondi con la montagna. La Val di Funes è diventata un modello di sviluppo alternativo all’industria dello sci di pista. D’inverno si passeggia lungo silenziosi winterwanderwege (i sentieri battuti sulla neve) o con le ciaspole nel bosco, o si sale con gli sci e le pelli verso le forcelle e gli alti passi. A dominare il paesaggio è il cosiddetto equilibrio dinamico, tra risorse naturali e pressione antropica, mantenuto secondo le antiche regole del maso chiuso. Per questo vediamo gli inconfondibili prati smeraldini che sono il risultato dei ripetuti sfalci durante l’estate, o i pascoli monticati fino ad alta quota e i boschi mantenuti costantemente puliti e dai quali si opera un sapiente prelievo. Il parco naturale che prende il nome dall’associazione dei due gruppi contigui Puez-Odle (nome che ha ispirato anche il titolo a questa monografia) venne istituito nel 1978, dopo le proteste che impedirono la costruzione dei nuovi impianti, e poi ampliato nel 1999 all’altopiano di Rasciesa, sopra Ortisei. Oggi protegge uno degli angoli più spettacolari delle Dolomiti che si regge appunto «sull’armonia fra il paesaggio naturale e quello culturale», come recita il Piano di gestione della stessa area protetta.










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Filippo Zolezzi