Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
dicembre 2015

Miami

SOMMARIO


Portfolio Light style
Julia Tuttle La signora degli aranci
Natale Sapessi com’è strano ....
Radici Aviatori, bohemien e... Tarzan
Miami Beach Magic city
Seminole Il riposo dei guerrieri
Crociere Cruise control
Art déco Miami a colori
Keys Overseas highway
Design District La creatura di Craig
Miami Vice Cocaine cowboys
Everglades Il fiume verde
Little Havana Spirito latino
Piccole città Melting pot
Gente Andy GarcÍa
guida
La mappa di Miami e della Florida

 

Tanto per parafrasare un diffuso modo di dire: “si fa presto a dire Miami!”. In realtà ce ne sono almeno tre. Anzitutto quella metropolitana, che va da un mare all’altro, dalla costa atlantica a quella verdissima del ponente, percorsa da Ponce de León alla ricerca della fonte dell’eterna giovinezza. C’è poi la città classica, con i suoi improvvisi quartieri di cristallo appesi sulla foce del fiume (Miami anch’esso), o intorno all’ottocentesca Coconut Grove e al Design District, sogno architettonico e stilistico di inizio Millennio. Infine c’è Miami Beach, che cent’anni fa rappresentava la dorata e lunghissima spiaggia cui si approdava in ferry boat, mentre oggi è un lampo Art déco color pastello (foto a sinistra) con una municipalità propria. Il numero di Meridiani che vi apprestate a sfogliare prova a contenerle tutte, queste tre città, e non poteva essere altrimenti, perché il loro denominatore è comune: lo straordinario effetto- sorpresa che inducono nel visitatore! Fino all’immediato dopoguerra, se vogliamo, questi dintorni non erano che il dorato “buen retiro” invernale degli infreddoliti pensionati yankee, miliardari o borghesi che fossero. Oggi la realtà è impressionante: arte e cultura sbocciano ovunque, le etnie i costumi si incrociano (Little Havana, Little Haiti, Overtown, Wynwood…), le architetture si sovrastano, i candidi profili dei “cruiser” più grandi del mondo riempiono l’orizzonte intorno al porto. Non è un caso che un altro modo di dire (“Natale a Miami”), che fino a qualche anno fa indicava semplicemente uno degli sventurati cinepanettoni di stagione, sia passato a designare un’abitudine sempre più diffusa. Partenza, dunque: farete la conoscenza di personaggi senza pari (come Julia Tuttle, ostinata fondatrice della città, o il grande Osceola, altrettanto mitico condottiero seminole) e vi immergerete in panorami unici al mondo (come la collana corallina delle Keys, dritte verso Cuba, o le paludi oscure delle Everglades). Buon viaggio.

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Filippo Zolezzi