Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
marzo 2016

Genova

SOMMARIO


Di pietra e di mare
Architetture Si fa presto a dire Genova
Media & dintorni
L’Acquario Uno squalo per amico
San Lorenzo/1 La cattedrale infinita
San Lorenzo/2 Santo Graal in riva al mare
Itinerario De André Una città per cantare
Rolli & Unesco L’abbondanza
Fortificazioni La grande muraglia
Buon gusto Colpi di mortaio!
Simboli Fate luce!
Staglieno La memoria del marmo
Via XX Settembre Glory Road
Itinerario Caproni Rime nel vento
Rubens Un fiammingo nei carrugi
Museo del Mare Ellis Island al Porto antico?
Itinerario Coppedè L’anima liberty
Iit La fabbrica del futuro
Corso Italia Abbronzatissimi
Notizie e consigli
Le mappe dei Rolli e di Genova

 

Tanto per cominciare: in quanti modi si può dirlo e scriverlo? “Carruggio”, “carrugio”, “caruggio”, “carugio”. Secondo il professor Fiorenzo Toso, docente di linguistica generale e dialettologia ligure, bisognerebbe partire da “carroggio”. E tutto questo soltanto per indicare un vicolo! Basta a spiegare le difficoltà che deve affrontare chiunque voglia definire, descrivere e vivere Genova? Ma è proprio questa complessità che, per tutti i suoi abitanti, ne fa la città più bella del mondo: perché loro, i genovesi, mugugnano e la criticano severamente, ma vogliono essere gli unici a farlo! Partendo da tali premesse, ecco il primo numero che MERIDIANI dedica a Genova, in ventinove anni di edizioni. E da scrivere c’è molto giacché, in effetti, grazie ai mutamenti avvenuti negli ultimi vent’anni la città è del tutto rinnovata: le Celebrazioni Colombiane (1998), il restyling per il G8 (2001), la messa a punto del 2004 (quando fu Capitale europea per la Cultura) ne hanno fatto qualcosa di nuovo e monumentale, la polvere è stata spazzata via, e risplende il fascino che nel Seicento ne aveva fatto il motore del mondo. “El siglo de los genoveses”! Certo, da allora ne è passato di tempo. Però chi se ne accorge, passeggiando oggi nelle strade dei Rolli, magia dell’Unesco, osservando a naso all’insù lo sgomento del liberty, perdendosi nel centro storico, incantandosi davanti ai prodigi metallici del Porto Antico, rileggendo poeti e riascoltando cantautori? Chi se ne accorge con un pezzo di focaccia calda in mano, e negli occhi il lampo della Lanterna, nella fantasia il Santo Graal (va be’, ognuno ha il suo) nel Tesoro del Duomo di San Lorenzo? E poi sempre, in faccia e nei capelli, il vento, scirocco, libeccio, maestrale. Ci sarà pure un motivo se il flusso dei turisti sta crescendo del 5 per cento all’anno, e nei “carrugi” (abbiamo scelto questa dizione) si vedono sempre più – stupiti – russi e cinesi, inglesi e francesi, spagnoli, coreani e yankee.

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Filippo Zolezzi