Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
ottobre 2016

Parma-Reggio-Modena

SOMMARIO


Portfolio Preziose pietre
Rocche e castelli Buoni manieri
Media & dintorni
Matilde di Canossa La gran contessa
Pilotta Il kolossal si addice ai Farnese
Simboli Città in viola
Itinerario Verdi Va’, pensiero, sull’ali dorate
New tech L’Emilia degli archistar
Tricolore “Formez vos bataillons”
Cultura Due piazze, tre teatri
Itinerario Don Camillo Grande antico cuore
Massimo Bottura Number one
Prosciutto crudo: 10 domande Un maiale per amico
Parmigiano: 10 domandeNei secoli fedele!

 

Da dove potremmo cominciare? Dalla nobile eleganza delle architetture, che già al tempo di Matilde di Canossa (donna più potente del Medioevo) trapuntarono questi territori? Da una enogastronomia tradizionalmente sontuosa, che qualche mese fa ha ottenuto il proprio sigillo con la nomina di Massimo Bottura, modenese, a chef migliore del pianeta? Da un humus culturale che ha prodotto il meglio del canto (Pavarotti) e della grande musica (Verdi)? Da un termine – motor valley – che in poche decine di chilometri mette in fila brand senza precedenti (Ferrari e Maserati, Ducati e Lamborghini, Dallara e Pagani, solo per citare i più celebri) e suscita passioni incontrollate per tutto ciò che è macchina e meccanica? Già, da dove potremmo cominciare... È ciò che ci siamo chiesti quando abbiamo progettato questo numero di MERIDIANI, l’ormai tradizionale trittico d’autunno che ci porta a scoprire il tesoro rappresentato dalla provincia italiana. Due anni fa furono Verona-Vicenza-Padova. L’anno scorso Langhe-Roero-Monferrato. Quest’anno ecco Parma-Reggio-Modena. Il fascicolo che state per sfogliare è in realtà frutto di mediazione: troverete in sequenza servizi dedicati a una sola meta (Parma, per esempio, vi presenterà la meraviglia della Pilotta, ma anche il profumo della Violetta, e un ricco itinerario verdiano), intervallati da servizi trasversali, che abbracciano tutto il territorio disteso fra il Po e il crinale dell’Appennino: il portfolio iniziale dedicato alle miracolose piccole corti, per esempio, o quello delle nuovissime architetture griffate, o – si poteva farne a meno? – una full immersion nell’opulenza della cucina regionale. In realtà, più che “da dove potremmo cominciare?”, avremmo potuto chiederci: “dove potremmo andare a finire?”. Ce ne vorrebbero, di numeri di MERIDIANI come questo. Allora, buona lettura. Post scriptum: lo sappiamo, il termine vero è Reggio nell’Emilia. Più sbrigativamente abbiamo sempre scritto Reggio. Ci sentivamo più a casa! .

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Filippo Zolezzi