Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
dicembre 2016

Oman

SOMMARIO


Portfolio Uno sguardo dal forte
Fortezze Sentinelle d’argilla
Media & dintorni
La capitale Muscat la dolce
Deserti Il Quarto Vuoto
Geologia Le rocce serpente
Politica Apriti sesamo
Qabus bin Said Il sultano
Jabal Akhdar/1 Ti ricordi montagne verdi…
Jabal Akhdar/2 Una salita da Grand Prix
Masirah Kitesurf e tartarughe
Tradizioni Il regno del khanjar
Fashion Lui e lei
Musandam “Un mondo a parte”
Sport Camel Trophy
Incenso Le lacrime degli Dei
Fauna Il deserto che vive
Salalah Non ci sono più le basse stagioni
Al-Hallaniyah L’isola del tesoro
Miti Le sabbie di Atlantide
Le mappe dell’Oman, di Muscat e di Old Muscat

 

È sufficiente ricordare che questo era il Paese di Sindbad il Marinaio (anche se qualche studioso de “Le Mille e una Notte” ancora dibatte la questione) per comprendere quante cose ci siano da raccontare e quante sorprese riservi un viaggio in Oman! A partire da ieri, cioè la notte dei tempi, per arrivare fino a oggi. Ieri? Ecco le storie della città perduta di Ubar, Atlantide del deserto; delle tombe di profeti comuni al “Corano” e alla “Bibbia” (tanto per citarne due nei pressi di Salalah, quelle di Giobbe e di Gioacchino, nonno materno di Gesù); della via dell’incenso che partiva dal Dhofar e portava nell’Egitto dei faraoni la resina più preziosa del mondo; della “Esmeralda”, nave della flotta di Vasco da Gama affondata carica di tesori e ritrovata davanti ad al-Hallaniyah. Sono invece di oggi le cronache di un tumultuoso sviluppo, di una vorticosa modernizzazione ad opera del sultano Qabus, che ha preso il Paese in pieno Medioevo, nel 1970, e l’ha reso interprete di un Islam inatteso (almeno per noi), sviluppato, colto, gentile e tollerante nella tradizione dell’antico sentimento ibadita. MERIDIANI non aveva mai mandato i propri inviati in questo Paese. Ora colmiamo la lacuna e vi raccontiamo anche di alte montagne verdi che interrompono il Grande Vuoto del deserto, di spiagge candide e sterminate (una volta tanto incontaminate per davvero, anche se la parola oggi appare davvero inflazionata), di altissimi fiordi, di profili di uno spettacolare neo-islam architettonico, di fortezze secolari, di città morbide (come Muscat). E di un costume tradizionale che contempla, sì, il “khadjar”, probabilmente il pugnale più prezioso del mondo, che però non bisogna estrarre. Vorrà pur dire qualcosa..

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Filippo Zolezzi